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Il 16 aprile 2025 si è avuto un esempio tangibile di come possa essere attuato il principio della sostenibilità! La ferrovia Fabriano-Pergola sapientemente restituita all’uso per cui era stata costruita, piuttosto che adibirla ad uso ludico-sportive,  ha consentito di far tornare a viaggiare le automotrici ALn668, restaurate in un’ottica green, piuttosto che rottamate,  grazie ad un progetto nato da un memorandum d’intesa firmato nel 2019 da Fondazione Fs, Snam e Hitachi Rail, con l’obiettivo di convertire una parte della flotta storica e turistica da diesel a Gnl e BioGnl riducendo inoltre le emissioni di Co2 dell’80%. Oltre alla Sulmona-Carpinone, quindi anche la Fabriano-Pergola avrà il previlegio di offrire ai turisti il viaggio con queste storiche automotrici con il massimo rispetto dell’ambiente.

È un vero déjà-vu fatto con mezzi che hanno veramente solcato quella linea e per questo suscitano nel cittadino più attento, piuttosto che nel turista, un’emozione più forte di quella del treno storico a vapore o con carrozze anni 30. In questo viaggio nel tempo questa volta ci stiamo avvicinando al presente, siamo passati dagli anni ‘30 agli anni ‘80 come in un faticoso inseguimento del passato verso un presente in cui ci si auspica di svegliarsi su un treno del nostro tempo circondati di persone che vanno a scuola o al lavoro e non solo turisti.

Vedere le ALn668 viaggiare sulle linee secondarie della provincia di Pesaro e Urbino sembra un ritorno alla normalità, come se gli errori del passato non fossero stati commessi, come se Urbino potesse essere raggiunta in treno da turisti e studenti e i paesi della valle del Metauro potessero ancora avere il previlegio del principale mezzo di trasporto pubblico attraverso il quale raggiungere  Pesaro e Fano e per trovare le coincidenze con i treni veloci per il nord e sud d’ Italia piuttosto che partire con la propria automobile e cercare poi un parcheggio in prossimità delle stazioni.

Questo treno degli anni ’80 ritornato su una linea minore dovrebbe far riflettere: le ALn668, che sostituirono i treni a vapore, consentirono il trasporto di generazioni d’ italiani dal Trentino-Alto Adige alla Sicilia sulle linee minori, dopo di loro arrivarono i treni moderni con aria condizionata, bagni chimici, informazioni a bordo, prese per ricariche cellulari e posti per biciclette. Solo chi ha avuto la lungimiranza di comprendere l’importanza di appartenere al “sistema ferroviario” del Paese e le ha mantenuto in esercizio si è trovato favorito.

Invece sulla ferrovia Fano-Urbino mantenere i treni era stato considerato uno spreco una cosa inutile; invece, la vera scelta scellerata è stata aver abbandonato la ferrovia illudendosi che solo con il trasporto pubblico o privato sulle strade non si avrebbero avute conseguenze e invece gli effetti si stanno facendo sempre più sentire perché sempre più persone utilizzano il treno.

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Per ora la ferrovia Fano-Urbino è inserita nella pianificazione regionale, finalmente di qualità, che pensa anche ai territori interni e mira in alto, consapevole che la modestia nel pensare alle cose pubbliche non è sempre una dote.

A bordo della ALn668 ci sono alte autorità regionali e della Fondazione FS, consapevoli ed attente al tema trasporti e della conservazione del patrimonio storico ed infrastrutturale e coscienti che il percorso sarà lungo e difficile. Un viaggio cosparso di insidie, ostruzionismi ideologici, tecnici, burocratici e dal colpevole disinteresse della popolazione. Ma questo treno tornato sulla linea restituisce la normalità ad un territorio e la sua popolazione è in grado di capire che questo è solo un tratto di un disegno molto più ampio. Intanto apprezziamo il viaggio di queste splendide automotrici dotate di una moderna alimentazione green sperando che almeno questa volta le argomentazioni sul tema emissioni siano oggettivamente escluse.

Associazione FVM Ferrovia Valle Metauro

 

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