Essendosi svolta a Pesaro, dal convegno “Infrastrutture Marche 2032” organizzato dalla Regione erano attese buone notizie per la provincia di Pesaro e Urbino. Attese deluse! Si è parlato di strade, superstrade, ferrovie, economia ma soprattutto di biciclette e ciclovie, visto che il cicloturismo ogni anno muove milioni di turisti e miliardi di euro. Grande attenzione quindi non solo alla parte marchigiana della Ciclovia costiera Adriatica ma anche a quelle che stanno nascendo lungo i principali fiumi marchigiani anche grazie alla lungimirante legge regionale 38 del 2012. Per la nostra provincia, purtroppo, non sono state annunciate novità per il ponte sul Metauro, definito in via di progettazione a inizio legislatura regionale; nessuna notizia neanche per l’omonima ciclovia bloccata da un errore in un esproprio né risultano modifiche ad un percorso molto discutibile per la mancanza di sicurezza e attrattività. Nessuna novità neanche per la Fano Urbino, la ferrovia che secondo alcuni potrebbe portare nuova linfa all’entroterra, magari con il sistema treno + bici. É stata persa l’occasione per rendere pubblico lo studio che RFI ha completato quattro anni fa e, secondo la stessa Regione che lo ha in parte finanziato, doveva dimostrare la fattibilità del ripristino. Aumenta quindi la certezza che neanche la Regione creda più al riutilizzo ferroviario della linea; la conferma viene proprio da “Infrastrutture Marche 2032” in cui non compare la Fano Urbino “condannata” ancora per anni a restare nel degrado a causa di mancate decisioni che spettano in particolare alla Regione che ha le competenze per infrastrutture e turismo. In sostanza, un convegno deludente per le legittime aspettative di tutta la valle del Metauro.
Comitato Ciclovia del Metauro
Nell’immagine un tratto della ex ferrovia





















