Chi sa di ciclismo conosce le epiche gesta di Malabrocca, arguto pedalatore che non avendo grandi qualità si batteva al Giro d’Italia per la conquista della “maglia nera”: epica figura di colui che, pur rimanendo ultimo, restava sempre in corsa.
Così l’assessore Aguzzi con la voglia di imitarlo, a pochi giorni dalla fine della legislatura lancia in pompa magna l’operazione “workers buyout” che tolto l’anglicismo, in soldoni, è un meccanismo che finanzia la possibilità per i dipendenti delle aziende in crisi di intervenire in forma cooperativa nella ristrutturazione o nella riconversione produttiva delle stesse.
Una buona cosa se non fosse fuffa per la propaganda elettorale!
Intanto perché è miserrimo lo stanziamento previsto per questa operazione (circa un milione di euro), poi perché sembra molto di beffa nei confronti di quei lavoratori che le crisi in questi anni le hanno vissute sulla loro pelle (l’elenco è lungo e doloroso, citiamo solo le ultime Beko e Fedrigoni) e non gli è stata data mai l’opportunità di valutare opzioni come questa.
C’è di più però, la cosa che probabilmente Aguzzi non sa (in fondo sapere le norme dell’Ente che amministra è solo il suo lavoro) che leggi come questa la Regione Marche ce l’ha dal lontano 2009, la quale probabilmente va aggiornata, ma che sarebbe stata sicuramente uno strumento utile e potente per intervenire e dare ai lavoratori la possibilità di essere più forti e di poter riprendere in mano il loro futuro.
Purtroppo quella legge dimenticata non solo non ha avuto il sostegno di un articolato applicativo ma non è stata mai finanziata dalle Giunte che si sono susseguite e nessuno in Consiglio regionale ha mai presentato iniziative per farlo, visto che il gruppo che quella legge aveva promosso e fatto votare, Rifondazione Comunista, era rimasto fuori dal Consiglio Regionale.
Nel programma della Coalizione per il Cambiamento, non c’è solo il riferimento a queste azioni, che ovviamente meriteranno risorse adeguate, c’è soprattutto la riorganizzazione di strumenti come la SVEM che avranno come impegno centrale quello di garantire l’intervento pubblico e promuovere una programmazione partecipata con lavoratori e territorio.
Così dopo che ci siamo sorbiti le inaugurazioni delle facciate, adesso ci toccano i provvedimenti a futura memoria!
Sembra di rivedere il gustoso film di Luigi Zampa “Anni Ruggenti” dove una serie di gerarchetti di paese, sospettando che un giovane commesso viaggiatore fosse in realtà un ispettore inviato dal Governo per verificare il loro operato, si affannavano a mostrargli inaugurazioni fasulle, e a raccontare di grandi realizzazioni in fieri…
Il problema che quello era un film e questa è la realtà senza dire che Manfredi e Cervi avevano ben altra stoffa di Acquaroli e il resto del Circo Barnum che si sta affannando in ogni dove.
Gabriele Marcozzi - Segretario Rifondazione Comunista Paola Petrucci – Roberto Mancini - Coordinatori Dipende da Noi





















