Il pozzo del Burano fra Cagli e Cantiano
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Emergenza idrica… “Il Comune di Cantiano quest’anno non emetterà alcuna ordinanza di limitazione all’utilizzo della risorsa idrica. Come tutte le estati, oramai in maniera ordinaria e non più straordinaria, già si intravede all’orizzonte il solito problema dell’emergenza idrica e della potenziale difficoltà di rifornire l’intero sistema idrico provinciale”. Lo fa sapere in una nota l’amministrazione comunale nelle parole del sindaco Alessandro Piccini: “È arrivata stamattina infatti l’indicazione, da parte della Regione Marche, di adottare, come primo provvedimento, l’ordinanza sindacale di limitazione dei consumi idrici nel proprio comune. Anticipo già che come sindaco del Comune di Cantiano non ho intenzione di firmare alcuna ordinanza! Non ci si dica che così facendo si fa solo demagogia: sappiamo bene come l’assenza degli strumenti di controllo renderanno vano questo provvedimento a cui seguiranno le altre misure che porteranno, se le condizioni meteo non cambieranno, alla soluzione più semplice ed immediata, ma purtroppo quella più incerta e poco ragionevole, di apertura della riserva strategica del pozzo del Burano. Ci troveremo di nuovo a riversare direttamente a fiume centinaia, migliaia di metri cubi di acqua potabile di profondità, senza avere chiaro l’effetto ecosistemico sul futuro di queste nostre aree interne. Acqua che in minima parte arriverà alla costa, dopo che in parte sarà evaporata, captata abusivamente, inquinata, per poi essere ripotabilizzata e immessa nel pubblico acquedotto. Come amministratore locale rimane l’amarezza e la rabbia di trovarsi ancora, dopo aver partecipato in questi 16 anni alle riunioni di emergenza idrica con grande responsabilità ed all’interno di una visione provinciale, andando spesso anche contro la sensibilità e le preoccupazioni delle nostre comunità, nelle stesse identiche condizioni. Nulla è stato finora fatto! Neanche in questi ultimi cinque anni di amministrazione regionale, in cui si era promesso di intervenire in maniera risolutiva, andando ad individuare le soluzioni al problema a partire dallo sfangamento e dalla pulizia degli invasi, si sono fatti passi in avanti con le solite scuse e con il rimpallo di responsabilità ed accuse tra i vari enti di governo. E non si dica che le colpe sono tutte nel passato e di chi c’era prima: i problemi sono di chi amministra. Così come compito di chi amministra, qui ed ora, è quello di trovare le soluzioni ai problemi. L’unica strada è quella di uscire da questa situazione di stallo. Non possiamo più rimanere nell’eterna discussione tra intubamento del Pozzo del Burano o realizzazione di un grande invaso. Entrambe le soluzioni, per motivazioni diverse, dubito che troveranno seguito, data anche la forte opposizione territoriale e la superficialità con cui vengono affrontate da diversi amministratori pubblici all’interno dell’AATO provinciale”.

Piccini argomenta come sia possibile una soluzione: “Come sindaco del Comune di Cantiano ho avanzato, al momento in maniera informale, la possibilità o l’opportunità di ‘utilizzare’ un importante intervento di messa in sicurezza del mio capoluogo dal rischio idraulico dopo l’alluvione del settembre del 2022; un progetto per il momento preliminare, poi da finanziare, che prevederebbe la realizzazione di vasche di espansione/laminazione a monte del paese che potrebbero, all’occorrenza, essere progettate ed utilizzate anche come riserva idrica da poter ‘rilasciare’ nei corsi d’acqua nel periodo di scarsità della risorsa idrica. Una serie di vasche in sequenza che cuberebbero circa 3 milioni di metri cubi di acqua, l’equivalente del bacino del Furlo alla sua massima capacità (oggi invasa solo un terzo della sua capacità perché i due terzi sono occupati da detriti). Un’autonomia di oltre due mesi al sistema di approvvigionamento idrico provinciale. Un investimento importante sia dal punto di vista economico che infrastrutturale, la cui realizzazione non troverebbe prese di posizioni ambientali avendo la primaria utilità di mettere in sicurezza la popolazione del Comune di Cantiano e di tutti quei comuni a valle del bacino del fiume Burano. Un investimento che potrebbe trovare copertura economica nei fondi emergenziali dell’alluvione del 2022 stanziati dal Governo e gestiti dalla Regione Marche, senza pesare di un euro sulle bollette dei cittadini. Questa è la visione che come amministratori dovremmo avere, uscire dal dibattito sterile del passato e da soluzioni semplicistiche a problemi complessi, ragionando sul lungo periodo, sul come spendere bene i soldi pubblici e su come garantire ed assicurare la vivibilità di un’intera Provincia di fronte alle sfide del futuro, una su tutte la sempre minor disponibilità delle risorse idriche. Questo è uno di quei progetti su cui mi spenderò, qualora ne avessi la possibilità, all’interno di una nuova coalizione di governo regionale che abbia la capacità e la lungimiranza di uscire dalle vecchie logiche di posizionamenti politici e di consenso, con un nuovo approccio fatto di studio e competenza, nel merito delle questioni, su progetti nuovi ed ambiziosi, che mettano l’interesse dei cittadini al primo posto”.

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