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Martedì 26 agosto Federico Scaramucci in dialogo con il vicepresidente umbro Tommaso Bori e il sindaco Marco Ciccolini

Dieci anni fa Federico e Tommaso partecipavano come ANCI giovani ad una conferenza stampa ipotizzando una collaborazione con Marche, Umbria, Toscana. Dopo dieci anni Tommaso Bori e Federico Scaramucci si ritrovano, pur in ruoli diversi, ancora convinti del loro impegno nel portare innovazione nelle rispettive regioni per affermare il ruolo del Centro Italia nello scenario politico ed economico nazionale.

Martedì alle ore 18.30 alla Saletta Volponi a Urbania, si terrà un importante incontro pubblico dedicato al dialogo tra Marche e Umbria, due regioni al centro della costruzione dell’Italia del futuro.

All’iniziativa, oltre a Tommaso Bori, Vicepresidente della Regione Umbria, e Federico Scaramucci, candidato al Consiglio regionale delle Marche, interverrà Marco Ciccolini, Sindaco di Urbania. A condurre l’incontro sarà il giornalista de Il Resto del Carlino Giovanni Volponi.

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L’evento sarà l’occasione per discutere di prospettive comuni, sinergie e sviluppo condiviso tra le due regioni, in vista delle elezioni Regionali Marche 2025, che si terranno il 28 e 29 settembre, a cui Federico Scaramucci è candidato nella fila del PD.

L’Umbria sta investendo in progetti che intreccino cultura, salute e giustizia sociale per supportare le fasce più vulnerabili della popolazione perché ha capito che la cultura incide sul welfare -spiega Federico Scaramucci-. Anche le Marche devono puntare su cultura e rigenerazione urbana degli spazi culturali nelle periferie e nei piccoli centri, per creare spazi vivi e inclusivi, capaci di generare nuove opportunità per le comunità locali per lavoro e turismo. L’abbandono in cui è stata lasciata la cultura in questi cinque anni e l’assenza di una strategia turistica nelle Marche hanno prodotto danni che stanno avendo un grande impatto nella nostra regione, sui quali dovremo iniziare a lavorare subito dopo le elezioni per recuperare il gap. Ispirarsi a un modello come l’Umbria può essere una buona pratica: insieme si possono discutere partnership e collaborazioni che, oltre a cultura e turismo, tocchino anche i punti di lavoro e viabilità. Siamo pronti al cambiamento e a rimboccarci le maniche per creare le Marche del futuro>.

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