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Correva l’anno 1944. L’Italia attraversava un periodo complesso e problematico sotto la Repubblica Sociale Italiana: bastava un nulla, un minimo sospetto per essere condannati alla pena capitale. Il giovane sacerdote don Ciro Zanca ed il podestà dottor Macci, entrambi di Isola del Piano, una notte di luglio vennero arrestati dalle truppe nazifasciste e portati nel carcere di Forlì per un mese. Un’agonia senza speranza quei giorni per i due innocenti incriminati di aver protetto i partigiani. La mente di don Ciro che si arrovellava in pensieri oscuri, trovava conforto nella preghiera e nel dialogo con altri carcerati come lui. Uno di loro, diceva, brillava però come una stella: don Francesco Babini del Comune di Verghereto. Un sacerdote come lui, un uomo mite, disposto a dare la sua vita per i valori in cui credeva.
Don Ciro ebbe la fortuna, insieme al podestà, di far ritorno a Isola e scrivere, da grande umanista qual era, l’esperienza che lo aveva segnato: ora la sua testimonianza è pubblicata in un volumetto a cura di Elio Mariani e Maria Bartolomeoli. Nel 2024 lo scrittore Paolo Poponessi ha dedicato un libro proprio a don Francesco Babini ed altri religiosi dell’Appennino tosco-romagnolo: “La storia di don Francesco e i suoi fratelli”.
Non è un caso che le storie si incrociano per continuare ad esistere!
Il 31 agosto le storie di don Francesco e don Ciro ritorneranno ad essere raccontate attraverso le memorie di don Ciro e il libro di Poponessi. Con le loro e le nostre parole ritroveremo ed approfondiremo storie di guerra che hanno lasciato pozzanghere di sangue… con la speranza di un arcobaleno di pace!

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