di Sinistra per Urbino
Un ministro che nessuno ci invidia, famigerato per un libro in cui riconduce la caduta dell’impero romano d’Occidente ai fenomeni migratori – una tesi del tutto infondata che in usa il passato per proporre una chiusura delle frontiere nel presente – è venuto in visita a Urbino, accolto dalla giunta Gambini e da pochi docenti e studenti precettati alla Scuola del Libro, per ribadire il suo modello reazionario, paternalista, competitivo, xenofobo e classista di scuola. Una scuola nella quale il ripristino di forme di autoritarismo improbabili e a volte anche comiche dovrebbe sopperire a una crisi strutturale provocata da profondi cambiamenti sociali e dalla privatizzazione dei saperi. Il tutto in un contesto in cui la spesa per l’istruzione in Italia rimane nettamente inferiore a quella degli altri paesi europei, mentre si prevede di sprecare ingenti risorse in una folle corsa al riarmo.Sinistra per Urbino ha partecipato al sit-in di protesta convocato dalla FLC CGIL.
Abbiamo fatto presente a Valditara che non è il benvenuto. Soprattutto, abbiamo detto che vogliamo una scuola diversa. Una scuola moderna, avanzata, inclusiva, impegnata a costruire percorsi di pace. Una scuola nella quale le strutture siano a norma e i docenti vengano retribuiti in maniera adeguata e siano messi nelle condizioni di aggiornarsi. Una scuola in cui gli studenti siano considerati come persone e non come numeri o ribelli da disciplinare.






















