iliad kena Tim elettrodomestici elettronici a Cagli
carne
legno

Secondo il progetto definitivo inviato ai Comuni interessati nel 2021, la cosiddetta Ciclovia turistica del Metauro rispetterebbe, oltre ai criteri di economicità e di integrazione treno – bici già trattati in precedenza, anche quelli della sicurezza e dell’attrattività. Purtroppo, neanche questi due criteri vengono rispettati.

La legge 2/2018 sulla mobilità ciclistica dice che una ciclovia deve essere sicura e a doppio senso di marcia per le bici; vanno quindi evitati possibili pericoli, come in particolare la commistione con il traffico a motore. Quella avviata a Fano in molti punti ignora del tutto questi criteri.

Per esempio, a Fano passa sotto il ponte della A14 di via Galilei, una strada stretta, trafficata e a doppio senso per i mezzi a motore, dove per ciclisti e pedoni lo spazio rappresentato da un  piccolo marciapiede rialzato è insufficiente oltre che pericoloso; idem a  Cuccurano dove si prevede di passare  per via Regolo, ugualmente stretta, trafficata e pericolosa, invece di utilizzare lo spazio lungo i binari abbandonati; anche se fosse ridotta a senso unico, in questa via sarebbe alto il rischio per i ciclisti sfiorati da veicoli in corsa. In molti altri punti fino a Fossombrone la situazione è la stessa.

Anche parlare di attrattività è fuori luogo, così come immaginare che un tracciato del genere possa risultare piacevole per cicloturisti, magari con bambini al seguito, abituati a percorsi di grande qualità esistenti altrove. Qualora fosse portata avanti, la cosiddetta Ciclovia turistica farebbe un enorme danno di immagine a tutta la valle del Metauro e un grosso favore ai nostri concorrenti. Molti decisori politici continuano a far finta di niente pur sapendo che una ciclovia alternativa è stata già progettata (e cancellata) lungo l’ex ferrovia Fano Urbino, facilmente collegabile con la Ciclovia adriatica che fa parte della rete dei grandi itinerari cicloturistici nazionali (Bicitalia) e tra pochi anni verrà inserita in quella europea (Eurovelo) Germania-Austria-Italia; in pratica, tantissimi cicloturisti che portano tantissimi soldi ai territori che li sanno accogliere.

A breve, molto probabilmente, finalmente verrà  fuori il famoso studio di fattibilità del ripristino ferroviario e ciò avverrà non certo per volontà di chi lo nasconde da quattro anni; a questo punto si vedrà quanto sia stato sbagliato non riutilizzare a scopo ciclabile l’ex ferrovia di cui RFI si vuole liberare almeno dagli inizi degli anni Sessanta.

scarpe firmate

Nella valle del Metauro non serve una ciclovia come quella purtroppo già avviata frettolosamente a Fano sulla base dei citati criteri completamente disattesi.  Ne serve una vera, in particolare per coloro che hanno dovuto convivere con un percorso ferroviario abbandonato e fatiscente; per loro ci sarebbe una sorta di risarcimento anche economico derivante dalla valorizzazione del patrimonio immobiliare penalizzato da decenni di immobilismo politico.

Comitato Ciclovia del Metauro

Immagine 1: lo spazio abbandonato tra la stretta via Regolo e l’ex stazione di Cuccurano.

Immagine 2: il pericoloso sottopasso dell’A14 lungo via Galilei.

arredamento interno
moda donna
scarpe moda
irish pub cantiano