
I familiari dello scultore forsempronese Fulvio Ligi, morto a 80 anni a Mestre nel 2018, hanno donato al Comune di Fossombrone e suo tramite all’intera cittadinanza tutte le opere dell’artista per onorare la memoria di un uomo che, romano d’azione per motivi di lavoro e di studio, si mostrava felice ogni volta che poteva tornare nella sua città natale. Raccontava con toni sentiti quasi poetici, i suoi progetti. Le sue ultime installazioni in questa o quella piazza importante della Capitale o delle Marche. Spiccò il volo fino ad assurgere a fama internazionale. Nel 2007 alcune sue opere vennero esposte all’Accademia dell’Arte Russa di Mosca. La soddisfazione più grande l’ebbe quando installò, nella rotatoria de Le Mosse a Fossombrone foto a dx), la struttura in acciaio corten, alta 8 metri, illuminata internamente di notte, dal titolo “Giommi’s sculpture 09”. Il paese natìo gli aveva tributato l’atteso omaggio. Fulvio Ligi visse quei momenti con grande emozione. «Un figlio di Fossombrone che merita di essere onorato» si era detto e scritto in quell’occasione. I suoi cataloghi internazionali, le recensioni dei critici più prestigiosi rappresentano una bibliografia di grande interesse per la storia dell’architettura contemporanea. Era rimasto affisso nel suo studio di Roma non si sa per quanto tempo il ritaglio di giornale in cui si leggeva che le campane di Fossombrone avevano suonato a festa per la sua presenza in piazza. Un aneddoto rimasto famoso. In verità le campane della cattedrale suonarono fuori orario per essere sistemate dai tecnici all’opera. Un caso che ebbe risonanza nazionale. Fulvio ne rimase entusiasta. Da segnalare la preziosa opera svolta dalla professoressa Adriana Rossi Cenerelli che ha fatto da tramite con la famiglia di Ligi per dare seguito alla donazione.






















