Una sala gremita ha segnato l’esordio ufficiale del comitato cittadino “Via Cerquelle – Comitato per la Tutela della Salute e del Territorio di Cartoceto”, costituito per contrastare la variante urbanistica dell’area AI5C del Comune di Colli al Metauro. La variante prevede la trasformazione di una zona oggi classificata come residenziale in area industriale, a ridosso di abitazioni, scuole e futuri servizi pubblici. A introdurre i lavori è stato Tommaso Marini, residente a Lucrezia e presidente del Comitato. Marini ha sottolineato che l’obiettivo è “tutelare la salute, la sicurezza e la dignità del territorio” e ha ribadito che l’iniziativa non ha colore politico, ma nasce da una comunità unita nel difendere il bene comune”. Il comitato, già dotato di statuto e atto costitutivo, fungerà da strumento organizzato di partecipazione civica, monitoraggio e coordinamento di eventuali azioni legali, petizioni e interlocuzioni istituzionali. L’Amministrazione comunale di Cartoceto ha annunciato la volontà di contrastare il progetto in tutte le sedi. Il Comune ha già depositato osservazioni ufficiali presso l’ente competente, giudicando la proposta urbanistica incongruente con il contesto e respingendola integralmente. Il Comitato cittadino sostiene che l’esclusione di qualunque destinazione industriale dell’area sia un punto non negoziabile. I promotori non intendono aprire a compromessi, ritenendo che anche una trasformazione parzialmente mitigata equivarrebbe a una sconfitta per la collettività e per l’amministrazione comunale. Secondo il Comitato, le osservazioni di dettaglio – come la distanza del nuovo fabbricato dalla strada o la quota di verde prevista – rischiano di diventare elementi di trattativa. Tali aspetti, sollevati solo per scrupolo, potrebbero infatti essere usati per mediare verso un insediamento industriale ammorbidito, ipotesi giudicata inaccettabile. Vengono richiamati anche i dati sul territorio: nelle immediate vicinanze dell’area si trovano quartieri residenziali, la scuola dell’infanzia Piccolo Principe con 87 bambini e spazi destinati all’ampliamento dei servizi scolastici. A sud sono presenti solo attività artigianali di servizio, non produttive, quindi incompatibili con un impianto industriale di scala ben superiore. Secondo il comitato, introdurre funzioni produttive pesanti in un contesto simile romperebbe il principio fondamentale di separazione tra zone residenziali e industriali, con conseguenze su traffico, inquinamento, vivibilità e sviluppo urbanistico ordinato. La serata si è conclusa con l’avvio ufficiale delle adesioni e l’invito alla cittadinanza a partecipare attivamente a una battaglia che – come ricordato da più voci – riguarda l’intero territorio comunale.






















