Negli ultimi mesi, numerose realtà della società civile hanno lanciato appelli per boicottare i prodotti israeliani, alla luce dei ben noti fatti di cronaca. In questo contesto, il Movimento 5 Stelle di Urbino, insieme al consigliere comunale Oriano Giovannelli (Urbino Rinasce) e controfirmata da tutti i Consiglieri di minoranza, che ringraziamo per il supporto, ha presentato una proposta al Consiglio comunale per sospendere la vendita di prodotti israeliani nella farmacia comunale. Ci preme sottolineare che non si tratta di un’iniziativa isolata o estemporanea: la proposta si inserisce nella più ampia campagna nazionale “Teva? No grazie”, promossa da associazioni civiche e operatori del settore sanitario. Diversi Comuni italiani – tra cui Jesi, nella nostra Regione – hanno già approvato mozioni in tal senso. Jesi, in particolare, ha deliberato lo stop all’acquisto e alla vendita, nelle proprie farmacie comunali, dei prodotti della multinazionale farmaceutica israeliana Teva. Anche il Comune di Pesaro ha recentemente aderito alla campagna di boicottaggio, e altre amministrazioni, come quella di Senigallia, stanno valutando iniziative analoghe.
In questo quadro, ci saremmo aspettati un dibattito serio e responsabile. Invece, il Sindaco di Urbino ha dimostrato un atteggiamento sconcertante e del tutto inadeguato al ruolo istituzionale che ricopre, liquidando la mozione con una motivazione che non sarebbe accettabile nemmeno in un consiglio scolastico:” votare un ordine del giorno con l’impegno del sindaco di fare un’azione che è illegittima perché vorrebbe dire fare una cosa che non è di competenza del consiglio comunale. Può essere una libera iniziativa delle singole esercenti, ma siccome noi siamo l’ente pubblico… per la nostra farmacia non è possibile, per me questa mozione è inammissibile“.
Davvero il Sindaco ritiene che tutti i Consigli comunali che hanno approvato analoghe mozioni – a cominciare dal vicino Comune di Jesi – abbiano agito in modo illegittimo?
A rendere ancora più grave la situazione è stato il comportamento del presidente del Consiglio comunale, Cioppi, che ha impedito la discussione e imposto il voto immediato, in violazione del regolamento consiliare. Un atto che giudichiamo inammissibile e vergognoso. Sarebbe auspicabile che Cioppi porgesse le sue scuse, non solo nei confronti della minoranza, ma soprattutto rispetto ai 70.000 palestinesi vittime delle azioni del governo israeliano.
A questo punto, rivolgiamo il nostro appello direttamente al Presidente e ai consiglieri del CdA di UrbinoServizi, la società che gestisce la farmacia comunale, affinché aderiscano alla campagna nazionale contro l’azienda farmaceutica israeliana Teva. Un confronto con Jesi Servizi, società che ha già intrapreso questa strada, potrebbe rappresentare un valido punto di partenza.
Gruppo Movimento 5 Stelle Urbino






















