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Scritte vergognose, che non possono essere liquidate come semplici atti vandalici. Sono parole violente, che colpiscono non solo un sindaco e la Presidente del Consiglio, ma l’idea stessa di democrazia, di rispetto, di convivenza civile.
Chi imbratta i muri con insulti come “Meloni mafiosa genocida” o “sindaco fascista” non esprime un’opinione: semina veleno, alimenta rancore, indica bersagli. E tutto questo accade mentre un consigliere del PD di Milano inneggia alla lotta armata e ad Hamas.
È il segno di un clima avvelenato, figlio di una macchina dell’odio che da troppo tempo trova sponda in certa sinistra e nelle sue frange più radicali. Un clima che non possiamo e non dobbiamo accettare.
Difendere Fano oggi significa difendere l’Italia del rispetto, del lavoro, della libertà. Lo dobbiamo ai fanesi, al loro sindaco, ai marchigiani onesti, e a chi – come Giorgia Meloni – ogni giorno lavora con coraggio e dedizione per il bene del Paese.
Non restiamo in silenzio. Le Marche sono sempre state terra di democrazia e di rispetto delle istituzioni. Non possiamo permettere che trovino spazio simili pulsioni di odio, perché l’indifferenza è sempre il primo passo verso la violenza. Solidarietà al presidente del consiglio Meloni e al sindaco Serfilippi”.
Il commento di Antonio Baldelli, deputato marchigiano di Fratelli d’Italia, di fronte alle scritte comparse nottetempo sulle mura di un centro commerciale a Fano.
On. Antonio Baldelli

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