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Anime diverse per raccontare le diverse sfaccettature del rapporto tra Sant’Angelo in Vado e il tartufo. Il prossimo weekend la fiera merceologica dei tartufai

Si è chiusa ieri la 62esima edizione della Mostra del Tartufo Bianco Pregiato di Sant’Angelo in Vado. Quest’edizione ha rimesso al centro il rapporto tra la cittadina metaurense e l’ambiente del tartufo: qui nasce il prezioso fungo ipogeo e il suo habitat va tutelato e difeso.
Nella giornata odierna sotto i riflettori ci sono stati soprattutto i premiati con il Tartufo d’oro. La mattina è stato premiato sul palco principale Riccardo Mondo, chef dell’Enoteca Pinchiorri, locale di Firenze che vanta tra stelle Michelin.

“Lavoro all’Enoteca Pinchiorri da ormai 33 anni -ha raccontato chef Monco-, prima sono stato a fare esperienza a Parigi, sempre in un ristorante tre stelle. Ovunque, anche in Giappone dove abbiamo un ristorante da oltre 30 anni, il tartufo ci insegna che esiste un momento giusto per essere raccolto e questo momento lo stabilisce solo la natura. Questo ci dice che in cucina conta la stagionalità del prodotto che ne esalta sempre la qualità. Io lavoro col tartufo tutto l anno perché lo trovo un ingrediente estremamente versatile: con il tartufo nero faccio anche il gelato mentre il tartufo bianco è intoccabile. Il Tuber Magnatum Pico, infatti, richiama semplicità e valorizzazione del profumo, e nel piatto non vuole niente che gli tolga il ruolo da protagonista. Basta un semplice uovo o una crema di patate per esaltarlo al meglio”.

Nel pomeriggio invece il premio è andato a Francesco Broccolo, professore di agraria, youtuber e divulgatore che sul web racconta particolarità e storie delle piante marchigiane e che nell’occasione ha presentato il suo libro “Piccolo Erbario delle Piante Stronze”.

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“Sono un agro-divulgatore -ha detto Broccolo-, a scuola ho avuto la fortuna di avere insegnanti che mi hanno insegnato tante cose e soprattutto la curiosità, da lì abbiamo iniziato a fare i video. In tre anni le pagine social sono esplose (120mila follower totali) perché questo settore non era presidiato e tanto meno in modo così poco impostato e tecnico. Piante stronze sono quelle che danno fastidio all’uomo, agli animali o alle altre piante, come ad esempio l’edera, l’ailanto o il vischio. Le piante aliene possono diventare pericolose anche per il tartufo e la sua crescita”.

Sempre ieri mattina invece a Campo Monti si è tenuta la 51esima edizione della Gara di Cerca al Tartufo – Trofeo Sergio Perrotta, una delle competizioni sul tartufo più importanti di Italia che richiama a Sant’Angelo in Vado cercatori anche dalle regioni vicine. Sfidandosi su ring delimitati nella zona archeologica della Domus del Mito, i cercatori devono riuscire a recuperare nel minor tempo possibile i cinque tartufi che gli organizzatori nascondono sotto terra. Nel premio è prevista una categoria anche per i cuccioli.

Alla fine a trionfare è stata Tina, un bracco da tartufi condotto da Alessandro Mischianti, tartufai perugino ormai concorrente storico della gara vadese. La 62^ Mostra Nazionale del Tartufo Bianco di Sant’Angelo in Vado è promossa dal Comune di Sant’Angelo in Vado con il sostegno della Regione Marche, della Provincia di Pesaro e Urbino, dall’Unione montana Alta Valle del Metauro, Camera di Commercio delle Marche, in collaborazione con l’associazione nazionale Città del Tartufo.

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