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Almeno 15 anni fa Bene Comune cominciò a mettere in guardia su quello che stava succedendo sulla questione dei rifiuti. Una raccolta differenziata tutt’altro che ottimale, arrivata solo successivamente a fatica al 70% quando da anni vi erano consorzi che si avvicinavano al 90%, e soprattutto una qualità scadente della raccolta, al punto che la metà dei rifiuti differenziati è invendibile e ritorna in discarica. Già allora dicevamo che senza una raccolta porta a porta spinta e tariffa puntuale (paghi per ciò che produci) la situazione non sarebbe mai migliorata. E così è stato. Fu la giunta Aguzzi che iniziò la sciagurata politica di accoglimento di rifiuti da fuori provincia e da fuori regione per incassare soldi e fare profitti con la discarica di Monteschiantello. Quando Bene Comune denunciò questa politica, il sindaco Aguzzi si scusò in Consiglio Comunale promettendo di non farlo più. Ma questa pratica è invece addirittura peggiorata con l’avvento della giunta Seri che ha aumentato la quota di rifiuti accolta da fuori, al punto che non decise di piazzare il biodigestore nel suo luogo naturale, Monteschiantello, proprio perché ormai si profilava la necessità di ampliare quella discarica. Se si fosse fatta una politica virtuosa a partire dagli anni della giunta Aguzzi, oggi la discarica di Monteschiantello non avrebbe 3-4 anni di vita ma più di 20.

Ora i nodi vengono al pettine.

Visto che analoga politica sbagliata è stata seguita anche dall’Assemblea Territoriale d’Ambito dei Rifiuti, che ha deciso di accelerare il riempimento delle discariche di Ca’ Lucio di Urbino e Ca’ Asprete di Tavullia, ora ci troviamo a un bivio: o si amplia la discarica di Monteschiantello o ci troviamo i rifiuti in strada, con lo spettro dell’inceneritore che incombe e che Aguzzi ha già promesso. Su Fanostampa di gennaio 2010 così concludevamo l’articolo: “Una cosa è certa: la discarica di Monteschiantello, al ritmo di conferimenti attuali, ha ancora 12 anni di vita: o cambiamo subito, o ci aspetta un futuro molto pesante”. I cittadini sappiano chi ha condotto le cose a questa situazione (le giunte Aguzzi e Seri) e sappiano che non si tratta di un fulmine a cielo sereno perché da almeno 15 anni Bene Comune ha provato a suscitare l’attenzione dei decisori politici senza essere ascoltata. Ora i nodi largamente prevedibili sono venuti al pettine.

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