“La politica deve occuparsi dei problemi delle persone e dobbiamo essere credibili. Le principali cause delle ripetute sconfitte elettorali vanno ricercate nello scollamento tra la base del partito e la classe dirigente”
Si era già dimessa a dicembre 2024 da segretaria del circolo Pd Colli al Metauro. Alessandra Khadem dopo le elezioni regionali ha rassegnato le proprie dimissioni anche dalla segreteria provinciale. La scelta è arrivata dopo una profonda riflessione condivisa con il circolo di Colli al Metauro e non solo. “Ho dato molto a questo partito negli anni – afferma Khadem – ma oggi francamente sento di non aver più alcun entusiasmo. Quello che vedo, soprattutto a livello provinciale, non rispecchia più, la mia idea di comunità politica. Non voglio far parte di comitati elettorali permanenti, ai cittadini infatti non interessano i destini personali dei vari dirigenti. La politica deve occuparsi dei problemi delle persone, dobbiamo essere credibili e lo si può essere solo dimostrando fattivamente serietà, concretezza e onestà intellettuale. Questo mi è stato insegnato ed è quello che cerco di fare come consigliere comunale d’opposizione nel mio comune, con impegno e dedizione. Oggi quindi penso sia giusto e doveroso dedicarsi esclusivamente al Comune di Colli al Metauro e concentrarsi sulle sfide che ci aspettano per il 2027. In questi dieci anni sono state sprecate risorse importanti e non si è avuta alcuna idea di sviluppo. Dobbiamo costruire un progetto civico ed allargato che abbia come obiettivo la realizzazione di un programma serio, concreto ma anche ambizioso”. Anche il circolo del Pd di Colli ha manifestato il proprio disappunto sulla gestione del partito dopo le elezioni regionali, portando all’assemblea provinciale le proprie riflessioni. “Le principali cause delle ripetute sconfitte elettorali del Pd vanno ricercate nello scollamento tra la base del partito e la classe dirigente, che in questo ultimo decennio si è manifestata in maniera esponenziale. Dovremmo capire, che non basta una bella campagna elettorale quando la gente ha perso la fiducia nel partito e non ne percepisce più la presenza sul territorio. Questo sentimento di abbandono è stato dimostrato dalla scarsa affluenza alle urne, arrivato questa volta al minimo storico. In questi cinque anni di opposizione non si è mai fatto un dibattito pubblico, non ci si è mai confrontati con la gente per sapere cosa realmente pensassero gli elettori. Quando un partito non comunica più con il suo elettorato e non lo coinvolge più, è inevitabilmente destinato a soccombere. Questo abbandono, noi che non viviamo sulla costa, lo avvertiamo da diversi anni”.
Nessun candidato
“Un esempio su tutti sono state le ultime elezioni regionali. Il Pd nella bassa valle del Metauro non ha candidato nessuno, la destra invece ne ha fatto territorio di conquista. Questi comportamenti non hanno portato a un doveroso e necessario ricambio all’interno dei gruppi dirigenti. In questi anni il partito, a tutti i livelli, ha trattato la differenza di pensiero come una sfida nei confronti dei suoi dirigenti e per questo non si è aperto più all’esterno per paura di essere contraddetto, dimenticando invece che la diversità di vedute è la ricchezza di un partito. Se oggi non si riuscirà a fare una vera analisi e non verrà motivata la reale causa di questo declino elettorale, avremmo perso un’altra occasione per iniziare la risalita. Le avvisaglie le abbiamo avute nelle amministrative dello scorso anno, dove al posto di fare una precisa riflessione si è cantato vittoria per il successo a Pesaro e Vallefoglia, non pensando che la provincia è composta anche da quei Comuni che abbiamo perso o che non siamo riusciti a rivincere. Un’analisi profonda e vera del voto oggi dovrebbe portare le attuali dirigenze, dal regionale al provinciale, a un gesto di dignità politica rappresentato dall’assumersi le proprie responsabilità e fare un passo indietro. Non vuol essere una resa dei conti, ma la fine di un modo di fare che non ha funzionato”.
Cosa fare
“Vanno indetti nuovi congressi volti ad una segreteria composta da gente credibile, capace e con nuova linfa vitale. Bisogna – conclude la Khadem – fare politica iniziando dai circoli sul territorio per riavere quel radicamento fatto di partecipazione e coinvolgimento delle persone aduna politica attiva. Per fare questo serve una dirigenza provinciale e regionale che abbia nelle proprie corde questi ideali”.



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