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di Anna Maria Polidori

Una storia meravigliosa ed avvincente quella che verrà ricordata oggi a Mondolfo e che testimonia il coraggio, la temerarietà e la solidarietà di ragazze che, a sprezzo della propria vita, hanno avuto la capacità di mettersi al servizio degli altri. È una storia che non possiamo non raccontare. Era la mattina del 18 novembre del 1917 in piena prima guerra mondiale: pareva una giornata come tante altre. Invece, quel giorno avrebbe cambiato la vita a tante persone. Il pontone militare Faà di Bruno si era incagliato a 300 metri dalla costa. Il mare era in burrasca, chiunque avesse voluto sfidare quelle onde, probabilmente non ce l’avrebbe fatta. Lì, sulla spiaggia, alcune ragazze notarono la scena e non esitarono un attimo: dovevano per prima cosa, evitare una tragedia per poi trarre in salvo quegli uomini della marina militare. Le ragazze, presa una barca saltarono su, undici in tutto entrando in mare aperto per prestare aiuto ai militari. Questo gesto, risollevò gli spiriti di questi uomini e li fece sentire meno soli. Sapete, ci scapparono anche storie d’amore! Quella più rimarchevole ha riguardato Erina Simoncelli, che guidò la spedizione e un affascinante ed affascinato Giuseppe Bartolotti di Alfonsine. Tra loro nacque da subito un forte sentimento che verrà osteggiato dal padre di Erina che vedeva in Giuseppe un signore troppo maturo per stare con lei. C’era infatti una differenza di età di 16 anni. I due però poi si sposarono. Effettivamente il matrimonio fu strano, con frequenti e mai chiarite assenze di Giuseppe, che era capace di partire per l’altra parte del mondo, lontano dai suoi, per tanto tempo. Non siete curiosi di sapere i nomi di tutte queste ragazze? A parte Erina, allora solo 20enne, troviamo Maria, Arduina e Nella Portavia, Teresa Isotti, Emilia Portavia di Nicola, Silvia Ginestra, Emilia Portavia di Giuseppe, Maria Marinelli Zampa, Edda Paolini e Giustina Francesconi. La storia venne poi risaputa e premiata con la Medaglia di Bronzo al Valore Militare. Anche il cinema si è interessato a questa storia con un documentario: «Il Faà di Bruno e le 11 Eroine» di Matteo Marcucci nel 2023. Perché queste ragazze sono così importanti anche per la nostra società? Perché sono un esempio. Vero. Sprezzo del pericolo, audacia, temerarietà, determinazione, altruismo, forza, animo combattivo e spirito leggero hanno permesso loro di salvare 104  militari. «Chi salva una vita, salva il mondo intero» troviamo scritto nel Talmud, e nulla è più importante di chi restituisce la vita alle persone che potrebbero essere in procinto di perderla. Anche quest’anno a Mondolfo così sarà grande festa per ricordare le 11 eroine. Tra gli eventi segnaliamo l’esposizione artistica «Donne di coraggio». Gli artisti coinvolti sono Delia Biele, Barbara Cardinali, Carlo Cecchi, Matteo Cingolani, Maria Grazia Focanti, Luciano Giuliodori, Valfrido Gazzetti, Monia Romanelli, Giovanni Schiaroli, Antonio Sorace e Abel Zeltman. Tutti loro hanno utilizzato fotografia, mosaico o pittura per raccontare le undici eroine. Ragazze comuni che, all’improvviso si sono messe, senza pensarci, a salvare vite umane. Gli interessati potranno visitare la mostra a Mondolfo al Salone Aurora Complesso Monumentale Sant’Agostino via Camillo Benso Conte di Cavour 6 dalle 17:30 sino alle 20. Sempre durante questo evento sarà possibile assistere a: «Il Viaggio di Giona» letture degli attori Enrico Borsini e Anna Laura Marchegiani, mentre il 20 novembre nella Sala Aurora, Mattiacci riproporrà alle 19 il suo documentario: «La Storia del Faà di Bruno e delle 11 Eroine di Marotta».

 

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