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Sono passati esattamente cento anni dalla nascita, a Pesaro, di Arnaldo Forlani, figura che ha segnato la storia politica della Repubblica e che ha saputo farlo coi caratteri distintivi che appartengono ai marchigiani: sobrietà, umiltà, rispetto. È stato presidente del Consiglio dei ministri, ministro, oltre ad aver ricoperto l’incarico di segretario della Democrazia Cristiana dal 1969 al 1973 e poi dal 1989 al 1992. Un protagonista della politica italiana che però non ha mai dimenticato le sue origini. Pesaro, Frontino, il Montefeltro: un legame profondo con la nostra terra, che lo ha accompagnato per tutta la vita e che lo ha spinto a contribuire in modo determinante allo sviluppo e alla modernizzazione delle Marche. Fu proprio lui a inaugurare il primo tratto marchigiano della E78 Fano–Grosseto. Dopo di lui, le Marche hanno dovuto attendere oltre 30 anni prima di tornare ad avere una visione per le infrastrutture. Ha vissuto gli anni del passaggio alla seconda repubblica e dovette rispondere di responsabilità non proprie ma di un sistema che riguardò l’intero arco costituzionale e che però risparmiò il PCI. A lui sarà intitolato uno spazio proprio nella città di Pesaro. I figli con senso istituzionale non sono entrati nelle polemiche di una inadeguata individuazione dello spazio da dedicargli. Ma la vicenda della statua di Pavarotti aveva già evidenziato le singolari sensibilità. Uomo d’altri tempi. Cattolico, capace di parlare con tutti, lontano dal politicamente corretto. Nel centenario della sua nascita, il mio pensiero va ai suoi familiari e a tutti coloro che ne hanno conosciuto l’impegno.
Antonio Baldelli, Deputato della Repubblica

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