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Da qualche settimana anche a Fano si stanno diffondendo iniziative di sensibilizzazione sulla campagna di boicottaggio di Teva Pharmaceutical Industries Ltd, multinazionale israeliana leader nel settore dei farmaci generici, che produce per circa 50 principi attivi. Teva effettua una politica commerciale molto aggressiva ed è quindi presente in quasi tutte le farmacie fanesi. La campagna, promossa oltre un anno fa in modo congiunto da BDS Italia e Sanitari per Gaza, ha ormai assunto carattere internazionale e conta partners in Francia , Spagna, Germania, Gran Bretagna, Irlanda, Usa e Canada. Localmente è condotta dal nodo di Fano di BDS Marche.

BDS  è un movimento internazionale non violento a guida palestinese, nato nel 2005 ispirandosi ai successi ottenuti dal movimento anti-apartheid sudafricano.  Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS) sono tre parole-chiave che rinviano a tecniche ampiamente sperimentate nella storia del movimento nonviolento da Gandhi a Martin Luther King a Nelson Mandela. Una delle principali strategie di BDS è il boicottaggio mirato di aziende e istituzioni  israeliane o internazionali  che traggano profitto e/o supportino attivamente la politica di occupazione, apartheid e genocidio messa in atto dallo stato israeliano nei confronti del popolo palestinese.

Perché allora boicottare i farmaci Teva e quelli delle sue consociate  Dorom, Cephalon e Rathiopharm? Non perché azienda israeliana ma perchè azienda complice con lo stato israeliano. Teva è infatti complice del genocidio nella Striscia di Gaza perché sostiene psicologicamente e materialmente l’esercito israeliano (alle cui truppe ha donato per diversi anni farmaci essenziali, cibo e tonnellate di attrezzature), ma ignora totalmente la popolazione di Gaza e Cisgiordania. Teva è ugualmente complice dell’occupazione israeliana dei Territori Palestinesi Occupati perché trae vantaggio economico dal regime di occupazione che lascia campo libero alle imprese israeliane e soffoca quelle palestinesi controllando importazioni  ed esportazioni .

A livello cittadino la prima fase della campagna si è da poco conclusa. Gli attivisti del nodo di Fano di BDS Marche hanno consegnato  presso ogni  farmacia (comunale e privata), una lettera informativa con la quale si chiede ai farmacisti di eliminare o ridurre gli ordini di Teva privilegiando fornitori alternativi, e di informare i clienti sulla possibilità di scegliere farmaci equivalenti  non prodotti da Teva. Al momento gli attivisti sono impegnati nella seconda fase della campagna: sensibilizzare ed informare la cittadinanza attraverso volantinaggio nelle vicinanze delle farmacie. Mentre si spiegano le ragioni del rifiutare eventuali farmaci Teva invitando a chiedere al farmacista (e/o al proprio medico in fase di prescrizione) farmaco equivalente di altra azienda, si fa sempre presente che il boicottaggio non si applica ai farmaci essenziali, non sostituibili e che  la campagna  mira  a promuovere scelte di consumo consapevole ed etico ma mai a scapito della salute del paziente  .  La maggior parte dei farmaci Teva è comunque sostituibile con farmaci equivalenti di altre aziende .

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Nelle ultime due settimane il volantinaggio si è svolto davanti alle farmacie comunali di Sant’Orso e della Stazione dei treni perché, contrariamente a quanto dichiarato dalla vice sindaca Manocchi, tutte le farmacie comunali vendono prodotti a marchio TEVA. In risposta ad un’ interpellanza del consigliere Mascarin, il 17 luglio scorso, in consiglio comunale, l’assessora aveva dichiarato che per quanto di sua conoscenza “si può, con ragionevole certezza, confermare che al momento la nostra società “in house” (l’Aset Spa) non ha effettuato acquisti di farmaci di origine israeliana ne’ farmaci prodotti in Israele”. Evidentemente l’assessora non è stata ben informata, oppure Aset si è rifornita dei farmaci della multinazionale israeliana negli ultimi cinque mesi. In ogni caso è scandaloso che nonostante diverse aziende producano le stesse molecole con gli stessi dosaggi, le farmacie comunali propongano proprio i farmaci Teva esponendo, in un caso, anche il marchio pubblicitario, sia in vetrina che sulle scaffalature interne.

La campagna  a  Fano  proseguirà anche nelle prossime settimane davanti a tutte le farmacie, comunali e private. A ciò si aggiungeranno l’invio di una lettera a tutti i medici di base del territorio comunale ed una petizione da indirizzare agli amministratori del  Comune di Fano.

                               B.D.S. MARCHE – nodo di Fano

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