È con amarezza che ascoltiamo le parole emerse durante l’ultima seduta consiliare, dove con tono canzonatorio e dispregiativo il sindaco torna a parlare di Urbino Salute.
Chi siamo?
Siamo un gruppo di cittadini attivi, alcuni dei quali professionisti sanitari, nato ad ottobre 2024 nei giorni in cui ad Ancona si svolgevano i lavori del G7 salute. Il gruppo nasceva sotto la spinta di diverse forze sociali unite dall’obiettivo di riportare l’attenzione sulla grave ed umiliante situazione in cui versa la sanità pubblica.
Comincia da lì un percorso fatto di scambio di informazioni, notizie, articoli, analisi riguardanti la sanità, locale e nazionale, che è l’argomento di nostro interesse, fino a quando cominciano ad emergere alcuni fatti rilevanti che riguardano il nostro ospedale e che forse meritano un breve riepilogo per ridefinire il nostro percorso.
A maggio 2025 arriva la notizia della chiusura della MURG, sei mesi dopo la sua apertura.
A fine luglio dal governo nazionale arriva lo stop ai contratti dei gettonisti e al contempo la notizia locale delle dimissioni di due dottoresse del Pronto Soccorso di Urbino, che minano ulteriormente un organico già in sofferenza. La storia prosegue arrivando ad ottobre scorso, quando sui giornali locali viene pubblicata la notizia della dimissione della primaria dello stesso P.S..
A seguito poi della pubblicazione di dati imprecisi riguardo il numero dei dipendenti rimasti effettivamente in servizio, il sindacato di categoria ANAAO ASSOMED risponde a mezzo stampa (è il 7 ottobre 2025) comunicando i numeri reali e avvertendo che da gennaio 2026 sarebbe rimasto un solo medico strutturato (previsione avveratasi), mentre il resto dei medici mancanti sarebbe stato sostituito dai medici delle cooperative (almeno fino a scadenza di contratti non rinnovabili). La diffusione di tali informazioni non è stata quindi opera di cospiranti delatori dipendenti dall’AST, peraltro più volte oggetto di spavalde e pubbliche intimidazioni, ma di opportune dichiarazioni sindacali avanzate da ANAAO e CGIL, precedute da richieste di chiarimenti indirizzate alla Direzione Generale, la cui risposta arriva solo il giorno dopo alla prima assemblea pubblica.
Da qui sono nate le premesse che hanno spinto il gruppo di Urbino Salute ad informare (non allarmare) con dati veri e certamente preoccupanti la cittadinanza di Urbino e provincia, attraverso una serie di assemblee pubbliche. Crediamo infatti che una informazione precisa e consapevole sia il presupposto fondamentale per poter agire, chiedere interventi e proposte a coloro che gli interventi devono pensarli e metterli in atto.
Ed è così che arriviamo a novembre scorso con un primo risultato concreto, i bandi per un nuovo primario e nuove assunzioni di medici strutturati. Tali bandi però presentano la criticità di non essere destinati all’ospedale in affanno, come richiesto, ma ai tre presidi ospedalieri dell’AST e non c’è menzione di un piano alternativo da mettere in atto né di eventuali interventi attrattivi per rendere più appetibile la scelta della destinazione urbinate, a fronte del fatto che è prevedibile immaginare una scarsa partecipazione ai concorsi (in linea con l’andamento nazionale). Nasce da qui l’idea di lanciare una petizione con raccolta firme, tuttora aperta, per tenere viva e attiva l’attenzione sul problema.
Non si capisce poi come si continui a muovere accuse sul nostro conto secondo una retorica che è ormai strutturata in un’unica direzione, l’attacco come modalità di difesa. Non abbiamo mai annunciato dimissioni di massa degli infermieri, ma condizioni di lavoro esasperanti e non abbiamo mai parlato di un Pronto Soccorso senza medici in turno. L’argomentazione da sempre sostenuta è stata la convinzione che per poter garantire due medici per turno è necessario ricorrere a strumenti che non possono risolvere la carenza strutturale né assicurare un servizio efficiente e di qualità. Tutto questo lo ribadiamo con forza, convinzione e amore per la verità e per la sanità che continuiamo a difendere per l’interesse della collettività tutta, senza distinzione di parte o di partito, come la narrazione attuale vorrebbe far credere.
E ancora e ben più grave l’accusa nei nostri confronti di speculare sulla sanità o far entrare la politica negli ospedali. Questo merita una riflessione di merito sulla questione, perché se chi rappresenta le istituzioni afferma che la vita o la morte di una struttura socio-sanitaria, la sua gestione, gli acquisti, le assunzioni, le organizzazioni strutturali non passino attraverso decisioni politiche, quale è il livello di competenza e di affidabilità di chi ci rappresenta e tutela?
Il sindaco finge goffamente di non sapere chi siamo (traducendo le parole pronunciate in consiglio), ma è una recitazione difficile da sostenere vista la sua presenza (peraltro “indimenticabile”) alla prima assemblea pubblica di U.S. a Macerata Feltria.
È difficile per chi è incline a logiche personalistiche, clientelari ed utilitaristiche capire il senso e la modalità della nostra attività, ma siamo francamente stanchi di sprecare energie in smentite di fatti inconfutabili e narrative ‘prete a porter’ sulla cui buona fede nutriamo più di qualche dubbio.
Il nostro obiettivo è continuare a parlare di sanità, dei problemi che la riguardano, coinvolgere cittadini attivi che vogliano contribuire a condividere le loro idee e partecipare alla vita democratica del territorio, perché questo è il cuore pulsante del vivere civile ed il motore per il buon funzionamento della collettività. E questo gruppo, che piaccia o no al sindaco e ai suoi sodali, continuerà a crescere e a lavorare.
Urbino Salute





















