TERRE ROVERESCHE Da “Tomba del mistero”, così denominata in prima istanza per tradizione, al fascino di una realizzazione studiata in tutti i suoi particolari, risale ad una quindicina d’anni la “carta d’identità” dell’ipogeo (foto) del Municipio di Piagge. Oggi la definizione appropriata è “Basilichetta rupestre paleocristiana”. Per quanto riguarda la simbologia attualmente è unica in questo genere e con queste caratteristiche. Dell’ipogeo si torna a parlare in previsione di un suo rilancio ad opera della Pro loco di Piagge che si accinge a celerare i dieci anni di gestione. La stessa sottolinea che nel corso del 2025 i visitatori sono stati 2miladue. Venne alla luce a seguito di una ricerca storica condotta su Piagge iniziata nel 1996 ad opera dell’architetto Gabriele Polverari. Situato in prossimità dell’ingresso medievale del castello all’ipogeo si accede da un ambiente collegato. Si entra nel sotterraneo attraverso una rampa di scalini in tufo. La singolare struttura si presenta a pianta cruciforme formata da braccia ortogonali al corpo principale. Sono presenti nicchie nelle pareti e decorazioni geometrico-simboliche in rilievo sulle pareti e nella volta. Eseguite con innegabile perizia tecnica. Il tutto perfettamente simmetrico, quindi una disposizione non casuale ma pensata e progettata. Si tratta sicuramente di un luogo di culto religioso, ed è giunto così integro da diventare un esempio unico. «Le forme utilizzate per le decorazioni sono simboli cristiani antichissimi, tant’é che l’ipogeo presenta un impianto tipicamente basilicale – si legge nelle pubblicazioni di Polverari -. Una testimonianza eccezionale. Senza dubbio. Occorre ricordare tra l’altro che il territorio di Piagge ha origini storiche romane documentate. Si sa che i primi secoli d.C. sono stati di grande diffusione del cristianesimo, alimentato anche dal monachesimo orientale che ha contribuito a diffonderlo in tutto l’occidente, ma sono stati anche secoli di forti contrasti e persecuzioni, quindi gruppi di cristiani o congreghe religiose possono aver trovato rifugio scavando queste grotte per poi trasformarle in luoghi di culto». Tra storia, leggenda e tanto fascino non va dimenticato il merito che spetta all’ex sindaco di Piagge Maurizio Cionna per aver portato a termine il restauro dell’ipogeo i cui lavori erano iniziati nel 2012. Il 5 febbraio nell’assemblea dei soci della Pro loco la presidente Morena Malerba farà il punto della gestione con nuove prospettive per l’anno in corso.





















