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Droni utilizzati come strumento di consegna per cellulari e droga ai detenuti: a un mese dal caso di inizio gennaio, sempre presso la casa di reclusione di Fossombrone, la polizia penitenziaria ha sequestrato altri due telefoni cellulari e circa 30 grammi di sostanze stupefacenti all’interno dell’istituto. In questo caso sono da comprendere le dinamiche della consegna. Un mese fa circa, era stato utilizzato un drone per eludere i controlli d’accesso all’istituto di pena e consegnare un cellulare a un detenuto: un agente della polizia penitenziaria però aveva notato l’episodio ed erano scattati l’ispezione per ritrovare il cellulare recapitato e il sequestro. Il 3 febbraio scorso, a seguito di ulteriori controlli, sono stati ritrovati altri telefoni e droga. Sull’operazione si è espressa anche l’Unione sindacati di polizia penitenziaria delle Marche (Uspp) che si è congratulata con gli agenti dell’istituto, per professionalità, senso del dovere e attenzione nonostante “le ben note difficoltà per carenza di organico, carichi di lavoro e condizione operative spesso critiche”. Il sindacato ha ribadito la necessità di “maggiori investimenti in termini di risorse umane, strumenti tecnologici e supporto operativo, affinché il lavoro svolto dalla polizia penitenziaria possa essere ulteriormente valorizzato e reso più efficiente”.

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