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L’esclusione di 29 comuni marchigiani dal cosiddetto “decreto montagna” rischia di avere effetti pesanti sul sistema scolastico delle aree interne. A denunciarlo sono la Cisl Marche e la Cisl Scuola Marche, che segnalano come la mancata applicazione della deroga sul numero minimo di alunni per classe possa mettere a rischio la sopravvivenza di diversi plessi scolastici, proprio nei territori dove la scuola rappresenta spesso l’ultimo presidio educativo e sociale. La decisione, fa osservare il sindacato, pesa in una regione già segnata da un forte calo demografico e spopolamento. Per confermare questa tesi, si citano alcuni dati relativamente al confronto tra le iscrizioni alle classi prime del 2025 e quelle previste per l’anno scolastico 2026/2027. Nella provincia di Pesaro Urbino, ad esempio: la scuola secondaria di primo grado di Montefelcino passa da 60 a 37 iscritti (-23), mentre a San Lorenzo in Campo gli studenti scendono da 30 a 22 (-8). “La tutela della scuola nelle aree interne deve diventare parte di una strategia più ampia perché difendere la scuola nei territori montani – commentano Marco Ferracuti (Segretario generale Cisl Marche) e Cristiana Ilari (Segretaria generale Cisl Scuola Marche) – significa difendere anche il diritto delle famiglie a costruire il proprio progetto di vita e garantire un futuro di sviluppo equilibrato per l’intera regione”.

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