Cambiano gli interpreti di Caifa, Erode e del narratore, per la prima volta figura femminile. L’omaggio a Giuseppe Alessandrini e Gianfranco Ciuferri
Cantiano si avvia verso il suo momento identitario più forte che fa rima con il Venerdì Santo, ovvero la secolare Turba, rappresentazione della Passione del Cristo. Ne abbiamo parlato con Maurizio Tanfulli, presidente dell’associazione omonima: “Della sacra rappresentazione della Passione di Gesù, (venerdì 3 aprile dalle 20), è stato detto e scritto tutto. Siamo in dirittura d’arrivo nell’organizzazione generale, nelle prove del coro e dei personaggi, quest’anno particolarmente curate per alcune importanti sostituzioni. Un rinnovamento – spiega Tanfulli – che avverrà tuttavia nel segno della continuità: avremo un nuovo Caifa, interpretato dall’attore professionista Francesco Brunori già interprete nelle edizioni precedenti del bizzarro Re Erode, che a sua volta verrà interpretato dal giovane Emanuele Ferri, già apostolo. Una novità assoluta riguarda, invece, la figura del narratore, che verrà interpretato per la prima volta nella storia della Turba da una figura femminile, l’attrice professionista cantianese Lucia Bianchi che lascerà dunque il ruolo dell’angelo consolatore. Sostituzioni importanti che tuttavia pescano nel bacino locale oltre che di provata affiliazione turbaiola. In virtù di questo, un pensiero speciale va rivolto a Giuseppe Alessandrini, per 44 anni volto e voce del sommo sacerdote Caifa, che ha voluto chiudere questo percorso con l’edizione del 2025. Un Caifa per tante generazioni di cantianesi, ma anche per le migliaia di spettatori che in questi decenni hanno portato a casa l’immagine di un evento spettacolare ed unico nel suo genere. Una delle figure più difficili da interpretare per la parte lunga e articolata che necessita di presenza scenica ed abilità interpretative che per alcuni sono un dono di natura. Un altro interprete storico della Turba lascerà il costume a casa, impegnandosi nella logistica: è Gianfranco Ciuferri, da settant’anni protagonista sia come attore, che nella gestione dell’associazione di cui ne è il tesoriere. Dagli esordi come popolano, per poi passare fra i soldati. Quindi – conclude Tanfulli – il salto nella riservata cerchia degli apostoli dove ha interpretato i due principali: Giovanni e Pietro. Gli ultimi anni annunciava l’inizio della Turba interpretando la figura di Diogene munito di lampada alla ‘ricerca dell’Uomo’”.

Conto alla rovescia dunque per la Turba, spirito di una comunità.






















