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La mattanza degli alberi continua. Dopo i 15 tigli di piazza A. Costa, ora tocca a circa 60 tamerici in viale Adriatico. La Giunta di destra guidata da Serfilippi potrebbe gemellarsi con il governo argentino, per la passione che hanno entrambi per la motosega. Il sindaco durante l’incontro con i cittadini del 15 aprile ci ha tenuto a precisare che non si diverte a tagliare gli alberi. Gli crediamo, ma di certo non dà alle piante alcuna importanza.

Perché se per i tigli ha potuto giustificarsi dicendo che l’abbattimento era stato chiesto dalla Soprintendenza (affermazione smentita da Pessina sulla stampa il 18 aprile) e che non c’era altro modo per garantire la sicurezza del cantiere (anche questo molto opinabile) per le tamerici si tratta di una scelta bella e buona (anzi pessima).

L’assessore Curzi ci aveva preannunciato questa decisione a novembre 2025 e la Lupus aveva proposto di ampliare la ciclabile verso il centro della carreggiata eliminando i parcheggi delle auto. Di fronte al suo rifiuto, motivato dalla necessità di garantire il trasporto degli scafi delle barche lungo Viale Adriatico, la Lupus ha inoltrato al Comune una lettera con cui si chiedeva di compensare delle tamerici con la piantagione di almeno 200 alberi nelle sette aree verdi di Sassonia, tra il lungomare e la spiaggia. Ovviamente questa proposta è stata completamente ignorata e si andranno a piantare una novantina di alberelli sul lato monte del viale, dove già esistevano in passato. Ma al di là della finta compensazione, quello che più fa arrabbiare è che il sacrificio del tamericio non è necessario. Infatti, è proprio la società Net Engineering, alla quale il Comune ha affidato la redazione del P.G.T.U. e del Biciplan a suggerire  (vedasi pagine 51,52,53,54 del Biciplan) di pedonalizzare Viale Adriatico, “con l’ottica di rendere il lungomare di Fano una zona “car free” più vivibile, sostenibile ed attrattiva”. La consulente del Comune, oltre a precisare che comunque il viale resterebbe transitabile per T.P.L. (trasporto pubblico locale), mezzi di soccorso e trasporto barche, offre anche tutte le soluzioni per garantire l’accesso in entrata e uscita per il porto, e a tutte le residenze e gli hotel della zona.

Perché l’amministrazione comunale non ha preso in considerazione questa proposta che avrebbe assicurato la permanenza degli alberi e della siepe sul lato mare? Perché ha preferito una soluzione più devastante e più costosa? Perché non ne ha discusso apertamente con i residenti, gli operatori commerciali e non ha nemmeno informato il Consiglio di Quartiere. Semplice! Anche in questo caso bisogna fare in fretta, pena la perdita dei finanziamenti regionali, ma soprattutto non si vogliono toccare i posti auto, che ovviamente sono più importanti degli alberi. La  pedonalizzazione del viale non è una idea futurista, come allude Curzi, visto che nelle vicine città della Romagna sono ormai dieci anni che le auto sono state cacciate dal lungomare. È futurista per la cultura che esprime questa Giunta, che sebbene investa sulle ciclabili, non vuole minimamente sfavorire la circolazione delle auto e così a rimetterci è sempre il verde pubblico.

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