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Era chiamato affettuosamente Don Peppone per il possente tono di voce che aveva nelle vulcaniche omelie, ma erano consigli reali e pratici di vita cristiana validi sia per grandi e piccini. Giuseppe Nunzio Monaco questo era il suo nome, nacque a Villachiara di Brescia il 29 novembre 1948 da una famiglia di braccianti agricoli. Nel 1962 all’età di 14 anni gli venne a mancare il papà Angelo dopo un incidente agricolo, per cui sin da ragazzo ha dovuto rimboccarsi le maniche per aiutare mamma Piera Cavalli e la sorella Annunciata. Dopo la tragedia, la famiglia Monaco si trasferì in via Roma e vi rimase fino alla metà degli anni ’90, per poi traslocare nelle Marche per restare vicino al loro Peppe diventato sacerdote.

Giuseppe all’età di 21 anni nel 1969 dopo aver letto su Famiglia Cristiana l’esistenza a Fano di un centro per vocazioni adulte e per preti lavoratori creato dal Vescovo Mons. Costanzo Micci, si presentò per rispondere alla chiamata vocazionale. I primi tre anni furono di studi di cultura generale al mattino, mentre nel pomeriggio andava a lavorare per autogestirsi nelle spese. Infine gli ultimi quattro anni erano di studi teologici, alcuni spesso anche fuori Fano. Dopo innumerevoli sacrifici il 5 giugno 1976, Don Giuseppe venne ordinato presbitero nella Cattedrale di Fano da Mons. Costanzo Micci. La prima messa sacerdotale Don Giuseppe la celebrò al suo paese natale di Villachiara dove vi fu tanta partecipazione e commozione dei suoi concittadini. Tornato nella nuova diocesi di Fano svolse vari incarichi con grande zelo nelle parrocchie di Lucrezia, Cattedrale di Fano, Sant’Orso, Cartoceto ed infine nel 1997 parroco a Calcinelli dove vi rimase fino alla fine. Nei primi anni di sacerdozio fu anche assistente giovanile dell’Azione Cattolica e nel 2017 assistente del distretto Pesaro – Emilia Romagna per gli Scaut Fse.

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Don Giuseppe era un sacerdote che ha affrontato con coraggio le tutte varie vicissitudini della sua vita. Era un sacerdote di animo buono, ha vissuto e predicato il Vangelo con la parola, l’esempio e la carità in modo semplice ma deciso e con queste virtù servì la Chiesa per 45 anni, facendosi apprezzare da tutti. Ha lavorato costantemente  per il bene delle comunità che gli sono state affidate, sempre presente nelle varie tappe della vita, partendo dai ragazzi, giovani, adulti, anziani e nei momenti di gioia e dolore della comunità. A Calcinelli trascorse 23 anni ed in occasione della ricorrenza del suo 40° anno di sacerdozio, la comunità lo omaggiò con un video in cui veniva messo in risalto il suo impegno apostolico fra la gente. Sempre per la sua generosità verso il prossimo, negli anni del Covid si contagiò. Il 25 gennaio 2020 all’età di 72 anni questo virus ne stroncò l’esistenza, lasciando un gran vuoto nell’intera comunità.

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