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Il provvedimento tanto sbandierato dalla Giunta regionale e definito dal Presidente Acquaroli una pietra miliare, con cui si stanziano 9,6 milioni nel biennio prevedendo un contributo di 250 euro al mese per sostenere le famiglie alle prese con il costo delle rette nelle strutture residenziali per persone anziane, con disabilità, con disturbi psichici, è del tutto insufficiente e presenta molte criticità. Il fondo potrà infatti essere fruito da circa 1.600 persone, meno del 15% dei potenziali beneficiari e non mitiga affatto gli aumenti introdotti l’estate scorsa per le 5000 persone residenti nelle residenze protette anziani. La Dgr 1403/2025 aveva infatti previsto aumenti del 21,2% (da 33€ a 40,57) della retta base non autosufficienti e del 62,6% (da 33 a 54,48€) del posto demenze, che potrebbero essere incrementate  (per prestazioni aggiuntive) fino ad un ulteriore 75%. Complessivamente, quindi, aumenti importanti che possono arrivare fino al 42,26% per i posti non autosufficienti e al 96,61% per quelli per demenza.

Inoltre i due Fondi europei utilizzati per finanziare il provvedimento riguardano interventi che hanno obiettivi ben diversi da quelli per i quali sono utilizzati e che attengono al tema della conciliazione dei tempi di vita, cura e lavoro. Se non si vuole che, in particolare le donne (caregiver) lascino il lavoro, si dovrebbero attivare sostegni robusti per le persone non autosufficienti che vivono a casa: i familiari, soprattutto donne, non dovranno trovarsi nella condizione di lasciare il lavoro o nel non poterlo cercare. Questo provvedimento, invece, prevede contributi a sostegno delle rette di persone che sono già residenti nelle strutture. I requisiti di accesso ai contributi sono peraltro complicatissimi, così come le procedure  che dovranno essere seguite dagli Ambiti Territoriali sociali già particolarmente oberati di lavoro. Fino al 2022 la Regione aveva una sua linea di finanziamento (Fondo di solidarietà), strutturata negli anni, per un importo di circa 3-3,5 milioni all’anno, a sostegno delle spese per le rette nei servizi residenziali disabilità e salute mentale. L’intervento non è stato più finanziato e più volte abbiamo denunciato l’azzeramento del Fondo. Infine nella Legge di Bilancio 2025, la Regione aveva destinato, come sostegno ai costi sostenuti al pagamento delle rette nelle sole residenze per anziani,  4 milioni per il triennio 2024-26. Seppur la cifra fosse del tutto irrisoria, non c’è stato in seguito alcun provvedimento attuativo. La Giunta Acquaroli continua a sfornare provvedimenti spot, privi di continuità temporale, senza risolvere i gravi problemi di migliaia di famiglie che in questi anni hanno visto lievitare le rette senza un reale miglioramento dei servizi.

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Antonio Mastrovincenzo  - Consigliere regionale PD
Andrea Nobili - Consigliere regionale AVS
Marta Ruggeri - Consigliera regionale Movimento 5stelle

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