È ripresa mercoledì 15 luglio alle 21 con un volantinaggio in piazza XX Settembre la campagna di sensibilizzazione per il boicottaggio dei farmaci generici del gruppo Teva che normalmente sono venduti nelle farmacie private e pubbliche. Teva Pharmaceutical è un’azienda multinazionale nata in Israele, leader nella produzione di farmaci generici. Teva trae vantaggi dal regime di occupazione sionista nei Territori Palestinesi Occupati (TPO): il regime israeliano controlla frontiere, dogane e commercio dei TPO, impedendo l’ingresso di farmaci a basso costo da paesi terzi e favorendo invece l’accesso ai farmaci commercializzati in Israele, tra cui molti prodotti Teva. Parallelamente le aziende farmaceutiche palestinesi subiscono limitazioni severe nella produzione e nella vendita.
Inoltre Teva sostiene attivamente l’esercito israeliano (IDF) con donazioni e partecipando a programmi di sostegno psicologico ai soldati dell’IDF, come “Support the Soul” e “Thank Israeli Soldiers”, senza mai condannare il genocidio e le violazioni dei diritti umani compiute dai soldati a Gaza e altrove.
Per questo la Campagna “TEVA? No grazie!” di BDS Italia, Digiuno Gaza e Sanitari per Gaza (che fa parte della Global Teva Coalition di BDS e People’s Health Movement) invita cittadini, operatori sanitari e istituzioni locali a cercare alternative all’acquisto di prodotti Teva, quando é possibile farlo senza ledere il diritto alla salute dei pazienti; e di continuare a boicottare l’azienda finché sosterrà il regime israeliano.
Il nodo Bds di Fano accoglie con favore la notizia del deposito di una mozione da parte dei gruppi consiliari di M5S, Fano Cresce, La Fano che vogliamo, il PD, e di due consiglieri del gruppo misto con cui si chiede alla Giunta, e per essa ad Aset, di dare precise indicazioni affinché nelle farmacie comunali non vengano proposti farmaci del gruppo Teva, orientando in senso etico la discrezionalità di cui dispongono i Direttori, fatto salvo quanto prescritto dall’art. 15, comma 11-bis del D.L- n. 95/2012 (richiesta motivata del medico o richiesta esplicita del paziente); si chiede altresì, nel rispetto dei criteri di eticità che sempre dovrebbero guidare gli appalti pubblici, di invitare Aset a non tenere in giacenza, dopo aver esaurito eventuali scorte in magazzino, farmaci del gruppo Teva, fino a quando non cessino il genocidio e la pulizia etnica che Israele sta operando a Gaza e Cisgiordania, considerando che tale scelta non determina alcun incremento di costi a carico del SSN, né alcun disservizio per l’utenza.
BDS Marche – Nodo di Fano























