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legno
carne

C’è chi la cucina la racconta con i fronzoli e chi, come Roberto Dormicchi, in arte Triglia di Bosco, sceglie la via della concretezza: molta sostanza, zero chiacchiere e un legame viscerale con la propria terra. Fuori dagli schemi, nomade per vocazione e profondamente innamorato delle eccellenze locali, Dormicchi ha ridefinito il concetto di ristorazione e promozione del territorio nel Montefeltro e in tutte le Marche.
Non chiamatelo semplicemente chef. Triglia di Bosco è un’esperienza che si muove fluida tra i sapori autentici e le mani sapienti di chi la terra la vive e la rispetta. Al centro della sua filosofia c’è un pilastro fondamentale: l’attenzione maniacale ai produttori locali, custodi di un patrimonio enogastronomico unico che merita di essere esaltato, non mercificato. Dalla carne marchigiana d’eccellenza alle piccole produzioni artigianali, ogni ingrediente racconta una storia di filiera corta e rispetto per la tradizione.
Un percorso che Roberto e la socia e CEO Elisa portano avanti con una formula poliedrica e dinamica, capace di uscire dai ristoranti tradizionali per entrare direttamente nel cuore delle case e delle vite delle persone. Dalle cooking class immersive (come quelle che vedono protagonisti visitatori da ogni angolo del mondo) ai corsi di cucina dedicati ai segreti della sfoglia fatta a mano, fino al servizio esclusivo di cuoco in villa e alle cene intime in home restaurant. Senza dimenticare il progetto del cookingsh e la cucina itinerante, dove la brace accesa e i forni a legna diventano strumenti di aggregazione e spettacolo puro, celebrando la materia prima con maestria artigianale.
In un’epoca in cui l’apparenza spesso sovrasta il contenuto, Triglia di Bosco dimostra che la vera cucina è fatta di gesti sinceri, di rispetto per le stagioni e di un territorio che, piatto dopo piatto, continua a farsi meraviglia agli occhi (e al palato) di chi lo vive.

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