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“Il riconoscimento Unesco ai teatri storici marchigiani rappresenta un motivo di grande orgoglio per tutta la nostra regione e conferma il valore di un patrimonio culturale unico al mondo.” Lo dichiara la consigliera regionale del Partito Democratico Micaela Vitri, che esprime le proprie “congratulazioni a Urbania per lo splendido Teatro Bramante, unico della provincia di Pesaro e Urbino inserito tra gli otto teatri condominiali marchigiani riconosciuti Patrimonio Mondiale Unesco. È un risultato importante e meritato – precisa Vitri – di cui siamo orgogliosi, ma allo stesso tempo non possiamo nascondere l’amarezza per l’esclusione di altre realtà della provincia che possiedono caratteristiche storiche, architettoniche e culturali di assoluto rilievo, come Pesaro, Fano e Cagli, che avrebbero i requisiti richiesti”. “Io stessa, un anno e mezzo fa, ho presentato in Consiglio regionale un atto ispettivo per conoscere i criteri che hanno portato alla rosa dei teatri selezionati da una Commissione nominata dalla stessa Giunta Acquaroli – ricorda la consigliera dem. – In aula l’11 febbraio 2025 l’allora assessora Biondi mi aveva risposto elencando i requisiti. Ricordo che la candidatura iniziale comprendeva 14 strutture, poi ridotte a otto sulla base di criteri decisi a tavolino, come l’anno di fine edificazione fissato al 1875, oltre al valore universale del bene, la rilevanza storica dell’architetto progettista, il rapporto con il contesto urbano, la continuità dell’attività teatrale, le caratteristiche architettoniche della sala, lo stato di conservazione, l’autenticità e il ruolo storico, sociale e culturale svolto nel tempo”. “Proprio sulla base di questi requisiti risultava clamorosa l’esclusione del Teatro di Cagli, – lamenta Vitri – tanto che le proteste hanno portato a una petizione popolare con circa 15mila firme, promossa dal cagliese Paolo Ragni sulla base dello studio di Alberto Mazzacchera. Da qui anche la presentazione di un ricorso al Tar, per l’inserimento del teatro tra quelli patrimonio Unesco, recentemente accolto a conferma di quanto fosse motivata e corretta la rivalutazione della candidatura di Cagli. Oggi quindi abbiamo una sentenza del Tar che la Regione non può ignorare. Auspico – conclude – che ne prenda atto e si attivi quanto prima per chiedere di riaprire la procedura del riconoscimento”.

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