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da Confartigianato Marche

Tra febbraio e giugno calcola l’ufficio studi di Confartigianato il costo di elettricità e gas per le imprese marchigiane è aumentato dell’8,1%. Secondo l’analisi dell’Ufficio Studi di Confartigianato, nei primi mesi della crisi del Golfo i prezzi all’importazione di petrolio greggio e gas naturale in Italia sono cresciuti del 38,4%, mentre la bolletta energetica nazionale ha registrato un incremento del 41%.
Anche a luglio prosegue la tendenza al rialzo: il prezzo del gas è aumentato del 12,6% rispetto alla media di giugno, quello dell’energia elettrica del 12,2%. Per il comparto artigiano e per le micro e piccole imprese marchigiane, già alle prese con margini ridotti, l’aumento dei costi delle materie prime, il nuovo rincaro dell’energia rischia di compromettere competitività e capacità di investimento. Molte attività energivore, dalla manifattura ai servizi, vedono infatti crescere sensibilmente i costi di produzione. A questo si aggiunge il rincaro dei carburanti alla pompa, che si riflette direttamente sui costi della logistica, della mobilità aziendale e della distribuzione, aggravando ulteriormente i bilanci delle imprese, in particolare di quelle che operano nei settori dell’autotrasporto, dell’artigianato e della manifattura. Confartigianato Marche sottolinea come questa nuova fiammata dei prezzi rischi di rallentare la ripresa degli investimenti delle piccole imprese e di incidere negativamente sulla crescita economica del territorio. L’Associazione chiede pertanto interventi tempestivi per contenere il costo dell’energia, rafforzare le misure di sostegno alle imprese e accelerare gli investimenti in efficienza energetica e autoproduzione da fonti rinnovabili.

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