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Torna quest’anno alla sua 70° edizione la “Sagra del Coniglio in Porchetta”; l’appuntamento in via del tutto eccezionale, in quanto si è sempre svolta la domenica dopo il 15 agosto, è per il primo week end dopo il ferragosto. Dal tardo pomeriggio del sabato fino a sera della domenica presso l’area feste, sarà possibile degustare i prodotti tipici del territorio accompagnati da vini locali e da buona musica. Si apre con l’aperitivo del pomeriggio con musica dal vivo per terminare con la cena e l’intrattenimento musicale.

18 agosto 1957

La Sagra del Coniglio in Porchetta affonda le proprie radici nel 1957, anno in cui Vincenzo Fatica e Giovanna Costantini si sposarono, il 2 giugno. In occasione del loro viaggio di nozze, come era consuetudine all’epoca, i due sposi decisero di trascorrere una giornata all’aria aperta insieme agli amici e compaesani Tino Caporaletti e Flora. Negli anni Cinquanta fare una scampagnata significava portare con sé la tradizionale “gluppa”, preparata con i prodotti della casa e dell’orto. Per l’occasione, Giovanna chiese alla madre di cucinare due conigli in porchetta, una specialità che preparava con grande maestria. La compagnia trascorse la giornata al mare e pranzò ammirando il panorama di Fiorenzuola di Focara, gustando per intero quei due conigli che si erano portati. Durante il viaggio di ritorno, tra una chiacchiera e l’altra, nacque una riflessione: avevano condiviso un piatto tipico delle famiglie del territorio, ottimo anche consumato freddo, che meritava di essere valorizzato. Fu proprio in quel momento che prese forma l’idea di organizzare una sagra dedicata al Coniglio in Porchetta. La data ideale sembrava essere il giorno di Ferragosto, ma il 15 agosto a Frontone era già in programma la tradizionale festa della Parrocchia al Castello, durante la quale era consuetudine ritrovarsi nella Grotta all’interno dei locali di proprietà del Conte, oggi parte del “Locale Storico” Taverna della Rocca. Il Comitato Organizzativo Folcloristico Frontonese (C.O.F.F.), precursore dell’attuale Pro Loco e allora presieduto da Tino Caporaletti, decise quindi di fissare la manifestazione per la domenica successiva a Ferragosto. Negli anni la Sagra è cresciuta fino a raggiungere numeri straordinari: si è arrivati a cucinare oltre 2.000 conigli in una sola edizione. Tra le figure simbolo della manifestazione va ricordata Elda Serafini, proprietaria e cuoca dell’osteria di sua proprietà alla “Tana” al Buonconsiglio, che per molti anni ha preparato per la Sagra il Coniglio in Porchetta secondo la tradizione (nella fotografia storica è la signora ritratta in primo piano sulla sinistra). Dal 1957 la Sagra non ha mai subito interruzioni. Anche durante il periodo della pandemia da Covid 19 l’evento è stato mantenuto vivo attraverso iniziative promosse sui canali social della Pro loco, a testimonianza del forte legame della comunità con questa tradizione.

I riconoscimenti

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Nel corso degli anni la manifestazione ha ottenuto dalla Regione Marche il prestigioso riconoscimento di Sagra di Qualità, istituito per promuovere lo sviluppo turistico e valorizzare le biodiversità, le tradizioni culturali, storiche, folkloristiche ed enogastronomiche del territorio regionale. Nel 2023 il Coniglio in Porchetta, insieme alla crescia di Frontone e alle tagliatelle ai Funghi Spignoli, ha ottenuto il riconoscimento De.Co.-Denominazione Comunale di Origine, certificazione che tutela e valorizza queste specialità identitarie e che viene oggi adottata dai ristoranti del territorio comunale.

La ricetta della tradizione

La ricetta originale del Coniglio in Porchetta prevede pochi ingredienti semplici ma ricchi di sapore: coniglio, aglio, finocchietto selvatico e, in alcune versioni, pancetta. Tradizionalmente le zampe anteriori e posteriori, la testa e il fegato venivano rosolati in padella con olio extravergine di oliva, aglio, finocchietto selvatico, pancetta e una sfumata di vino bianco. Con questo ripieno si farciva il coniglio, precedentemente salato e pepato, che veniva poi cotto lentamente in forno con olio e vino bianco. Pur seguendo una base comune, ogni famiglia custodiva la propria variante della ricetta, tramandandola di generazione in generazione, soprattutto da madre a figlia. Ancora oggi ogni ristorante interpreta il Coniglio in Porchetta secondo la propria tradizione. Con il passare del tempo alcune usanze sono cambiate: nella maggior parte delle preparazioni moderne le estremità del coniglio non vengono più utilizzate nel ripieno, che viene composto esclusivamente dal fegato, dall’aglio e dal finocchietto selvatico oppure arricchito con pancetta e altre erbe aromatiche. Rimane però immutato il principio che ha reso questo piatto uno dei simboli gastronomici di Frontone: valorizzare ingredienti semplici attraverso una preparazione tramandata da oltre sessant’anni. Appuntamento a Frontone sabato 22 e domenica 23 agosto a partire dalle ore 18!

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