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LA BCC METAURO FESTEGGIA 115 ANNI DALLA FONDAZIONE Festeggia con l’iniziativa “BUON COMPLEANNO bcc” sabato 19 settembre dalle 21,15 alla discoteca “Tris” a Schieppe di Orciano. «Un appuntamento fondamentale – evidenziano il presidente 𝗖𝗮𝗺𝗶𝗹𝗹𝗼 𝗖𝗼𝗻𝘁𝗶 e la direttrice generale 𝗚𝗮𝗯𝗿𝗶𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗠𝗮𝗿𝗶𝗮𝗻𝗶- per celebrare i valori di cooperazione e vicinanza che ci legano alle istituzioni e ancor prima alle comunità locali». La serata prevede la presenza di un ospite comico di eccezione, la musica live dell’Orchestra Gianmarco Bugatti e sorprese speciali riservate ai soci.
𝑬𝒓𝒂 𝒊𝒍 1911, 4 𝒂𝒏𝒏𝒊 𝒑𝒓𝒊𝒎𝒂 𝒅𝒆𝒍𝒍’𝒊𝒏𝒈𝒓𝒆𝒔𝒔𝒐 𝒅𝒆𝒍𝒍’𝑰𝒕𝒂𝒍𝒊𝒂 𝒏𝒆𝒍𝒍𝒂 𝑮𝒓𝒂𝒏𝒅𝒆 𝑮𝒖𝒆𝒓𝒓𝒂, 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒂 𝑶𝒓𝒄𝒊𝒂𝒏𝒐 𝒅𝒊 𝑷𝒆𝒔𝒂𝒓𝒐 𝒏𝒂𝒄𝒒𝒖𝒆 𝒍𝒂 𝑪𝒂𝒔𝒔𝒂 𝑹𝒖𝒓𝒂𝒍𝒆 𝑪𝒂𝒕𝒕𝒐𝒍𝒊𝒄𝒂 𝒅𝒊 𝑷𝒓𝒆𝒔𝒕𝒊𝒕𝒊, 𝒔𝒐𝒄𝒊𝒆𝒕à 𝒄𝒐𝒐𝒑𝒆𝒓𝒂𝒕𝒊𝒗𝒂 𝒊𝒏 𝒏𝒐𝒎𝒆 𝒄𝒐𝒍𝒍𝒆𝒕𝒕𝒊𝒗𝒐 𝒇𝒐𝒏𝒅𝒂𝒕𝒂 𝒅𝒂 26 𝒔𝒐𝒄𝒊, 𝒕𝒓𝒂 𝒄𝒖𝒊 6 𝒔𝒂𝒄𝒆𝒓𝒅𝒐𝒕𝒊, 𝒊𝒔𝒑𝒊𝒓𝒂𝒕𝒂 𝒂𝒍 𝒎𝒐𝒅𝒆𝒍𝒍𝒐 𝑾𝒐𝒍𝒍𝒆𝒎𝒃𝒐𝒓𝒈. 𝑳’𝒂𝒏𝒏𝒐 𝒔𝒖𝒄𝒄𝒆𝒔𝒔𝒊𝒗𝒐 𝒑𝒓𝒆𝒔𝒆 𝒗𝒊𝒕𝒂 𝒂 𝑺𝒂𝒏𝒕’𝑰𝒑𝒑𝒐𝒍𝒊𝒕𝒐 𝒖𝒏𝒂 𝒓𝒆𝒂𝒍𝒕à 𝒂𝒏𝒂𝒍𝒐𝒈𝒂, 𝒄𝒓𝒆𝒂𝒕𝒂 𝒅𝒂 16 𝒔𝒐𝒄𝒊. 𝑫𝒐𝒑𝒐 𝒐𝒍𝒕𝒓𝒆 𝒎𝒆𝒛𝒛𝒐 𝒔𝒆𝒄𝒐𝒍𝒐 𝒅𝒊 𝒄𝒂𝒎𝒎𝒊𝒏𝒐 𝒂𝒖𝒕𝒐𝒏𝒐𝒎𝒐, 𝒏𝒆𝒍 1977, 𝒍𝒆 𝒅𝒖𝒆 𝒃𝒂𝒏𝒄𝒉𝒆 𝒔𝒊 𝒖𝒏𝒊𝒓𝒐𝒏𝒐, 𝒄𝒐𝒔𝒕𝒊𝒕𝒖𝒆𝒏𝒅𝒐 𝒍𝒂 𝑪𝒂𝒔𝒔𝒂 𝑹𝒖𝒓𝒂𝒍𝒆 𝒆𝒅 𝑨𝒓𝒕𝒊𝒈𝒊𝒂𝒏𝒂 𝒅𝒊 𝑶𝒓𝒄𝒊𝒂𝒏𝒐 𝒆 𝑺𝒂𝒏𝒕’𝑰𝒑𝒑𝒐𝒍𝒊𝒕𝒐. 𝑷𝒐𝒊, 𝒏𝒖𝒐𝒗𝒆 𝒆𝒗𝒐𝒍𝒖𝒛𝒊𝒐𝒏𝒊, 𝒄𝒐𝒏 𝒍’𝒂𝒔𝒔𝒖𝒏𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒅𝒆𝒏𝒐𝒎𝒊𝒏𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆, 𝒏𝒆𝒍 1994, 𝒅𝒊 𝑩𝒂𝒏𝒄𝒂 𝒅𝒊 𝑪𝒓𝒆𝒅𝒊𝒕𝒐 𝑪𝒐𝒐𝒑𝒆𝒓𝒂𝒕𝒊𝒗𝒐 𝒅𝒊 𝑶𝒓𝒄𝒊𝒂𝒏𝒐 𝒅𝒊 𝑷𝒆𝒔𝒂𝒓𝒐 𝒆 𝑺𝒂𝒏𝒕’𝑰𝒑𝒑𝒐𝒍𝒊𝒕𝒐 𝒆, 𝒑𝒐𝒊, 𝒏𝒆𝒍 2005, 𝒅𝒊 𝑩𝑪𝑪 𝒅𝒆𝒍 𝑴𝒆𝒕𝒂𝒖𝒓𝒐’, 𝒑𝒆𝒓𝒄𝒉é 𝒏𝒆𝒍 𝒇𝒓𝒂𝒕𝒕𝒆𝒎𝒑𝒐 𝒊 𝒔𝒖𝒐𝒊 𝒔𝒑𝒐𝒓𝒕𝒆𝒍𝒍𝒊 𝒔𝒐𝒏𝒐 𝒅𝒊𝒗𝒆𝒏𝒕𝒂𝒕𝒊 14, 𝒅𝒂𝒍𝒍𝒂 𝒔𝒆𝒅𝒆 𝒐𝒓𝒄𝒊𝒂𝒏𝒆𝒔𝒆 𝒂𝒍𝒍𝒂 𝒇𝒊𝒍𝒊𝒂𝒍𝒆 𝒅𝒊 𝑴𝒆𝒓𝒄𝒂𝒕𝒂𝒍𝒆, 𝒂𝒃𝒃𝒓𝒂𝒄𝒄𝒊𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒍’𝒊𝒏𝒕𝒆𝒓𝒂 𝒗𝒂𝒍𝒍𝒂𝒕𝒂 𝒆 𝒑𝒐𝒏𝒆𝒏𝒅𝒐𝒔𝒊 𝒂𝒍 𝒔𝒆𝒓𝒗𝒊𝒛𝒊𝒐 𝒅𝒆𝒊 𝒔𝒖𝒐𝒊 𝒂𝒃𝒊𝒕𝒂𝒏𝒕𝒊.
«La mission della BCC – sottolinea il presidente Conti – è quella di essere intermediaria della fiducia dei soci, delle comunità locali, lavorare per la promozione e lo sviluppo complessivo, assicurando un servizio conveniente e personalizzato e favorendo la partecipazione e la coesione. Assumono, così, estrema rilevanza concetti come la promozione dell’occupazione, il miglioramento delle qualità della vita delle attuali e future generazioni e il benessere per la collettività».
«C’è poi un aspetto di grande importanza: quello legato al mantenimento dei servizi nei piccoli centri dell’entroterra. La digitalizzazione e la costante ricerca di riduzione dei costi perseguita da gran parte degli istituti di credito, ha indotto e induce ancora oggi a chiudere gli sportelli che non hanno volumi di depositi, movimenti e affidamenti in grado di coprire gli ingenti costi di una filiale. E se è vero – aggiunge Conti – che la crescente diffusione dell’internet banking sopperisce in parte alla mancanza dello sportello fisico, ci sono tante persone, soprattutto nel nostro entroterra, che non hanno dimestichezza con smartphone e computer, per le quali la presenza di una banca è fondamentale. Del resto, meno servizi corrispondono irrimediabilmente a una perdita di appeal dei territori, contribuendo in maniera inesorabile al declino demografico. Ebbene, in questo scenario, le BCC e per quanto riguarda la valle attraversata dal principale fiume delle Marche la BCC del Metauro, per statuto, oltre a fornire servizi bancari, svolgono un ruolo fondamentale di sostegno sociale e culturale alle comunità di appartenenza, assicurando la presenza fisica di filiali e anche di sportelli bancomat in aree in cui è in atto una preoccupante desertificazione. E ciò è possibile perché la BCC ha una radicata conoscenza del territorio e anche personale, che è di assoluta rilevanza sulle decisioni di erogare un finanziamento o una misura di sostegno. In un contesto bancario segnato da una crescente digitalizzazione e dalla progressiva chiusura degli sportelli nelle aree interne, la BCC del Metauro rivendica il valore della presenza fisica e della relazione, perché la tecnologia è una grande opportunità, ma non potrà mai sostituire il rapporto umano. Prima dei numeri c’è la comunità».
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