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Il consigliere regionale Marta Ruggeri

«La tanto decantata rivoluzione della sanità territoriale, presentata ieri dalla Giunta regionale e appresa oggi a mezzo stampa, rischia di trasformarsi nell’ennesimo cortocircuito a danno dei cittadini. Le linee guida approvate sulle nuove Case della Comunità prevedono che tali strutture servano a decongestionare i Pronto Soccorso ormai al collasso, ma l’impianto nasce con una contraddizione di fondo clamorosa: la netta lontananza fisica tra i presidi territoriali d’emergenza e le strutture ospedaliere d’urgenza». A dichiararlo è la consigliera regionale Marta Ruggeri, che punta il dito contro le ultime linee guida approvate da Palazzo Raffaello. «L’idea che un ambulatorio pensato per sgravare il Pronto Soccorso debba operare a km di distanza dall’ospedale principale mina alla base la stessa efficacia ed efficienza del sistema sanitario. Se un cittadino si reca in una Casa di Comunità e i medici riscontrano complicazioni o la necessità di esami o interventi complessi – ad esempio con un infarto in corso o un quadro clinico che richiede il ricovero – ci troviamo di fronte all’assurdo di dover trasferire nuovamente il paziente, perdendo tempo prezioso e creando disagi enormi a persone già fragili».

«L’esempio più eclatante di questo paradosso geografico e gestionale – prosegue Ruggeri – è la scelta per il territorio di Fano. La Regione ha deciso di individuare la Casa di Comunità di supporto all’ospedale fanese nel comune di Fossombrone. Stiamo parlando di oltre venti chilometri di distanza tra la struttura che dovrebbe fare da “filtro” e il Pronto Soccorso che si vorrebbe alleggerire! Come si può pensare che una scelta del genere risponda davvero ai criteri di immediatezza, efficienza e reale supporto alla rete di emergenza-urgenza? Chi garantisce che un paziente con problemi dubbi o in peggioramento non debba poi fare la spola tra una città e l’altra?».

«La Giunta dovrebbe piuttosto dare concreta e rapida attuazione alla realizzazione della Casa di Comunità Hub di Fano, già prevista e deliberata con la DGR n. 1281/2025. Più volte ho sollecitato l’avvio immediato dei lavori su questa opera per garantire a Fano la propria struttura a supporto del territorio, ma ad oggi non abbiamo ancora avuto nessun riscontro».

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«L’impressione – conclude la consigliera – è che la Giunta continui a tracciare righe sulla carta e a somministrare annunci  senza conoscere minimamente le esigenze reali dei territori e della viabilità locale. Occorre rivedere questa impostazione illogica: alleggerire i Pronto Soccorso serve eccome, ma farlo distanziando i presidi sanitari significa solo creare un finto servizio che rischia di scaricare sui cittadini e sul personale medico ulteriori disservizi e perdite di tempo».

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