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“Sulla variante di via Cerquelle – torna a precisare il Comitato Via Cerquelle con il suo presidente Tommaso Marini – analizziamo la questione in merito all’esclusione dalla Vas e sulle inadempienze del Comune di Cartoceto. Infatti con la Determinazione n. 1319 del 30 settembre 2026, la Provincia di Pesaro e Urbino ha disposto l’esclusione dalla Valutazione ambientale strategica (Vas) per la variante urbanistica al PRG di Colli al Metauro in località Posta Vecchia. Un esito che deriva da un iter complesso, nel quale emergono in modo determinante le gravi inadempienze e le omissioni del Comune di Cartoceto. Dall’analisi della relazione istruttoria emerge infatti come la decisione sia stata condizionata da una condotta del Comune di Cartoceto, segnata da ritardi, mancati riscontri e assenze nei momenti decisivi del confronto istituzionale. La lacuna più evidente riguarda il rapporto con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio. Durante la prima seduta della Conferenza dei Servizi del 23 giugno 2026, il Comune di Cartoceto aveva motivato la propria contrarietà citando la presenza di fabbricati rurali nella zona di confine. A fronte di tale rilievo, la Soprintendenza aveva espressamente richiesto al Comune di depositare una documentazione integrativa e una mappatura per verificare il valore storico o vincolistico di tali edifici. Il Comune di Cartoceto non ha mai inviato i documenti richiesti, lasciando la Soprintendenza priva degli elementi necessari per disporre tutele specifiche e consentendo così il superamento del rilievo. A questa grave mancanza documentale si aggiunge quanto accaduto nella seduta conclusiva della CeVI del 31 agosto 2026: il Comune di Cartoceto non si è presentato al tavolo decisivo, venendo meno all’impegno di fornire i dati di dettaglio sul proprio territorio. Inoltre, l’aver limitato le proprie osservazioni formali alla sola richiesta di barriere alberate e mitigazioni a verde,  ha finito per offrire all’istruttoria il pretesto per ritenere ridimensionata la posizione di dissenso dell’ente. Sul territorio rimangono tuttavia aperte tutte le criticità ambientali e sanitarie: la vicinanza dell’insediamento alle abitazioni private e alla Scuola dell’Infanzia Piccolo Principe, posta ad appena 170 metri, la presenza di una falda freatica affiorante a soli 11-12 metri e l’assenza di uno studio preventivo di impatto acustico, elemento su cui anche l’ARPAM aveva sollecitato approfondimenti. Di fronte a questo quadro e alle distrazioni registrate durante l’iter – termina il presidente del Comitato Marini –  chiediamo  un immediato scatto di responsabilità all’Amministrazione Comunale e al sindaco Matteo Andreoni. Il Comune ha espresso la propria contrarietà con la Delibera di Giunta n. 12/2026 ed ora è il momento di rimediare alle lacune procedurali e passare alle azioni concrete. Chiediamo che il Comune adotti sin da ora una delibera di giunta in cui si impegna a rimediare alle sue mancanze e tutelare i propri cittadini anche nelle sedi giudiziarie”.

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