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La proposta ideata da Veronica Sansuini, rielaborata dal Comitato Scientifico del Dipartimento Pari Opportunità Nazionale della Lega e pronta ad essere presa in carico dal Segretario Matteo Salvini. Non più slogan, ma fatti. Non più attese infinite dopo il coraggio di una denuncia, ma una risposta immediata dello Stato. Si chiama “Ponte Sicuro 72 Ore” ed è la nuova, rivoluzionaria proposta contro la violenza di genere che sta per arrivare in Parlamento, portata direttamente dal Segretario della Lega e Vicepremier Matteo Salvini. Un progetto concreto, nato da un’idea di Veronica Sansuini, componente del comitato Scientifico Dipartimento Pari Opportunità Nazionale Lega, già componente della Consulta per la Famiglia della Regione Marche, e poi sviluppato e perfezionato dal Comitato Scientifico per le Pari Opportunità del Dipartimento Nazionale della Lega, guidato dall’On. Souad Sbai, con un team di professioniste, avvocatesse, psicologhe e assistenti sociali.

COS’È PONTE SICURO 72 ORE

Il cuore della proposta è semplice e dirompente: colmare il vuoto più pericoloso, quello delle ore immediatamente successive alla denuncia, alla segnalazione o all’accesso in Pronto Soccorso. Troppo spesso, infatti, è proprio in quel lasso di tempo che la donna è più esposta a ritorsioni e pericoli mortali. “Ponte Sicuro 72 Ore” è una misura di protezione immediata che deve attivarsi *entro un massimo di 72 ore* dal momento della denuncia. Attenzione: come specifica il Dipartimento, le 72 ore non sono la durata della permanenza in accoglienza, ma *il tempo massimo entro cui l’intero sistema di protezione deve obbligatoriamente attivarsi*. Una volta presa in carico, la donna e il suo nucleo familiare restano seguiti fino al raggiungimento di una condizione di autonomia e sicurezza stabile, ben oltre le 72 ore.

DATI CHE HANNO ISPIRATO LA PROPOSTA

Il Comitato Scientifico è partito dai numeri drammatici della violenza in Italia. Considerando le donne che hanno o hanno avuto un partner, il 12,6% è stata vittima di violenza fisica o sessuale nella coppia. A questo si aggiunge violenza psicologica (17,9%) ed economica (6,6%). Ancora più allarmante il dato sui minori: il 19,6% dei figli ha subito direttamente violenza e il 62,1% ha assistito a violenze ripetute in famiglia, la cosiddetta violenza assistita. Eppure, solo il 10,5% delle vittime denuncia negli ultimi 5 anni. Perché molte hanno paura di restare sole proprio dopo aver denunciato.

COSA PREVEDE NEL CONCRETO

Il “Ponte” garantisce, entro le 72 ore:

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1. Accoglienza d’emergenza protetta: un posto letto immediato in struttura protetta o in struttura alberghiera convenzionata, per mettere subito al sicuro la donna e i figli.

Team multidisciplinare: non sarà lasciata sola. Viene attivata una équipe composta da Centro Antiviolenza, psicologa, avvocato, assistente sociale in collegamento costante con le Forze dell’Ordine.

3. Valutazione del rischio immediata: con strumenti standardizzati, per capire subito il livello di pericolo.

4. Un piano di uscita personalizzato: inserimento in casa rifugio, sostegno legale per denunce e separazioni, supporto psicologico, tutela dei minori e avvio di un percorso di autonomia economica e lavorativa.

IL  PERCORSO IN 3 STEP

Il protocollo è serrato: Entro 24 ore dalla denuncia, le Forze dell’Ordine attivano la rete e parte la valutazione del rischio. Tra le 24 e le 48 ore, scatta l’accoglienza protetta e si riunisce l’équipe. Entro le 72 ore, viene definito il piano personalizzato di protezione a lungo termine. Una tutela che, per volontà esplicita dell’ideatrice Veronica Sansuini, è estesa a tutto il nucleo familiare. “Quando una donna denuncia, non è mai sola. Ci sono quasi sempre dei bambini. Proteggere lei significa proteggere anche loro”, spiega l’ideatrice. Ora la palla passa a Roma. La proposta, dopo il lavoro del Dipartimento Pari Opportunità Nazionale, verrà presa in carico e presentata ufficialmente dal leader della Lega *Matteo Salvini*, che ha voluto fortemente puntare su misure concrete per la sicurezza delle donne, dimostrando ancora una volta che la Lega sul tema della sicurezza e della famiglia passa dalle parole ai fatti.  Su territorio, l’auspicio è che la proposta possa essere rilanciata presto con una conferenza stampa in Regione Marche, per dare voce a una battaglia di civiltà nata proprio da qui.

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