L’organizzazione per i diritti umani chiede un intervento urgente prima del 17 novembre: «La legalità e la solidarietà devono procedere insieme. Nessuno sia lasciato al freddo e senza riparo»
Un appello urgente alla prefetta Emanuela Saveria Greco per scongiurare una grave emergenza umanitaria all’Hotel Elvezia di Pesaro. Lo ha rivolto EveryOne Group, organizzazione per i diritti umani, chiedendo un nuovo differimento del rilascio dell’immobile, previsto per il 17 novembre, e un piano immediato di assistenza per i circa sessanta ospiti ancora presenti nella struttura.
«L’inverno è alle porte e non possiamo permettere che decine di persone si ritrovino senza un tetto proprio mentre arrivano il freddo e le condizioni climatiche più difficili», dichiara Roberto Malini, copresidente di EveryOne Group. «Tra gli ospiti vi sono lavoratori, persone anziane e cittadini in difficoltà abitativa. Anche chi dispone di un reddito può trovarsi nell’impossibilità di affittare una casa. Non intervenire adesso significa rischiare di trasformare un problema già grave in una vera emergenza umanitaria».
L’istanza, indirizzata anche al sindaco Andrea Biancani, alla Regione Marche e ai servizi sociali territoriali, richiama la Costituzione italiana, la legge 328 del 2000 sull’assistenza sociale e il principio 19 del Pilastro europeo dei diritti sociali, che prevede misure di protezione per le persone vulnerabili a rischio di perdere l’alloggio. EveryOne Group cita inoltre il protocollo sottoscritto nel 2023 presso la Prefettura di Milano, che promuove il coordinamento fra autorità e servizi sociali per prevenire le conseguenze più gravi degli sfratti.
L’organizzazione chiede alla prefetta di convocare immediatamente un tavolo con il Comune, la proprietà Cherry Bank, la gestione dell’albergo e i rappresentanti degli ospiti, per concordare una proroga, valutando anche la scadenza del 7 aprile 2027 già proposta dalla gestione. Sollecita inoltre una verifica delle condizioni individuali degli ospiti e l’individuazione di sistemazioni alternative dignitose.
«Non contestiamo i diritti della proprietà né le decisioni giudiziarie», conclude Malini. «Ma la dignità umana deve essere protetta anche quando si esegue un provvedimento legittimo. Esistono precedenti e strumenti istituzionali per cercare una soluzione. Chiediamo che vengano utilizzati subito, prima che il freddo renda ancora più drammatica la situazione. La legalità e la solidarietà non sono principi contrapposti: una società giusta deve saperle garantire entrambe».
EveryOne Group – Organizzazione per i diritti umani






















