
1- riaprire i 13 ospedali chiusi con la dgr 735 (Sassocorvaro, Fossombrone, Cagli, Sassoferrato, Chiaravalle, Cingoli, Loreto, Treia, Recanati, Matelica, Tolentino, Sant’Elpidio a Mare, Montegiorgio) dotandoli dei posti letto per acuti e lungodegenza precedentemente soppressi, commisurati al relativo bacino d’utenza e gestiti in coordinamento con l’ospedale maggiore di riferimento;
2- ripristinare reparti e posti letto adeguati al bacino d’utenza anche negli ospedali che pur non essendo stati chiusi e del tutto smantellati, sono stati fortemente depotenziati (Pergola in AV1, Fabriano ed Osimo in AV2, San Severino Marche in AV3, Amandola in AV4);
3- impiegare i 13 ospedali riaperti (di cui al punto 1) e gli altri nosocomi ripristinati (di cui al punto 2) per accogliere i casi di media e bassa complessità non legati al corona virus che necessitano di ospedalizzazione ma che in questo momento, causa emergenza, non vengono più ospedalizzati e sono trattati a casa o a volte non sono trattati affatto;
4- solo laddove esista la possibilità di creare aree di reparto in isolamento e relativi percorsi protetti, prevedere negli ospedali di cui al punto 1 e 2 posti letto anche per accogliere i casi positivi da coronavirus di intensità medio-bassa, dal momento che molte di queste strutture ospedaliere al momento caratterizzate da ampi spazi vuoti e sottoutilizzati, sono ancora dotate, proprio per essere state ospedali pienamente in funzione fino a pochi anni fa, di strumentazioni e/o predisposizioni strumentali idonee al trattamento di casi di covid-19 di bassa gravità, quali in primis la presenza di un apparato di ossigenazione e di terminali di arrivo dell’ossigeno nelle varie stanze e sale;
5- prevedere in ciascuno degli ospedali di primo livello (Pesaro, Urbino e Fano per la provincia di Pesaro-Urbino; Senigallia, Jesi, Ancona-Inrca per l’AV2; Macerata, Civitanova Marche e Camerino per l’AV3; Fermo per l’AV4; Ascoli Piceno e San Benedetto per l’AV5), n.1 unità operativa complessa specifica per i degenti affetti da coronavirus di medio-alta complessità, con terapia intensiva ed in coordinamento con la rianimazione, aventi le caratteristiche di isolamento e percorsi protetti come richiesto dai protocolli, provvista di numero di posti letto, terminali di ossigenazione, apparecchi di ventilazione ed altra necessaria strumentazione in numero e volumi proporzionali al bacino d’utenza. Ciò sarebbe reso possibile dalla decongestione di cui beneficerebbero gli ospedali di primo livello con l’applicazione delle misure indicate nei nostri punti 1, 2 e 3;
6- aumentare la capacità ricettiva delle 3 unità operative di malattie infettive che sono attualmente presenti sul territorio regionale, ossia il reparto di Pesaro, quello presso l’Umberto I di Ancona e quello di Fermo, i quali in via cautelativa dovrebbero essere rapidamente potenziati e maggiormente dimensionati in posti letto e strumentazioni, in modo da poter soddisfare all’occorrenza i casi provenienti anche dalle n.2 aree vaste che ne sono sguarnite: AV3 (provincia di Macerata) ed AV5 (provincia di Ascoli Piceno). Tale sovradimensionamento presuppone ed è reso attuabile dall’implementazione delle misure sopra indicate;
7- riservare all’ospedale regionale di Ancona i soli casi di estrema gravità di covid-19, se necessario aumentando i posti letti dedicati, a fronte della decongestione che si otterrebbe su tutta la rete ospedaliera regionale mediante l’adozione delle misure di cui ai nostri precedenti punti.
da Beatrice Marinelli - Dirigente Tecnico COMITATO PRO OSPEDALI PUBBLICI MARCHE






















