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di Cristian Bellucci
Ho letto l’intervista all’ex vice sindaco del Comune di Montemaggiore, pubblicata sul sito www.nonsoloflaminia.it: vorrei fare alcune mie personali considerazioni visto che allora ero il presidente del gruppo civico Montemaggiore Partecipa che si adoperò nella raccolta firme insieme ai due gruppi di minoranza consiliare.
Prima considerazione
Ognuno ha le sue opinioni: Khadem e altri pensavano e pensano che togliere gran parte di un parcheggio già insufficiente per fare una palestra sia creare “un’eccellenza”, il sottoscritto e molti altri pensavano e pensano il contrario e che l’amministrazione Alesi abbia fatto quella scelta solamente perché non ha saputo programmare. Per capire chi sostenne quella scelta basta conteggiare le firme che venero raccolte a sostegno: inesistenti. Quelle che chiedevano di farla altrove (le proposte non mancavano, alcune anche concrete, verificate e fatte ben prima della scellerata scelta) furono poco meno di un migliaio.
Seconda considerazione
Sostiene che nella raccolta firme furono usati “mezzi anche poco ortodossi”: un’accusa gravissima lanciata da chi ha fatto parte delle istituzioni. Una voce simile venne fatta circolare anche allora, senza dimostrarne il fondamento: un tentativo di inficiare un esercizio di democrazia e partecipazione. Chi come me raccolse quelle firme con trasparenza e impegno non può che sentirsi infangato da affermazioni simili.
Terza considerazione
Secondo l’intervistata in occasione dell’affrettato processo di fusione dei Comuni, le allora minoranze avrebbero dato luogo ad  “una cieca opposizione politica a prescindere su tutto”, divenendo quindi i colpevoli di “diatribe ancora non del tutto sanate” nel paese. Affermazioni pesanti e prive di fondamento, che ribaltano completamente la realtà che la comunità ha invece capito, lanciate da chi non ha saputo ascoltare nemmeno chi si era proposto e speso per aiutare l’amministrazione Alesi a riflettere e consultare la cittadinanza prima, o rispettare la volontà popolare poi. Direi quindi che l’invito a farsi un esame di coscienza dovrebbe essere rivolto a chi non è stato democratico quando doveva.

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