Il Servizio Sanità della Regione Marche ha comunicato che nelle ultime 24 ore sono stati testati 5615 tamponi: 3514 nel percorso nuove diagnosi (di cui 1782 nello screening con percorso Antigenico) e 2101 nel percorso guariti (con un rapporto positivi/testati pari al 14,2%). I positivi nel percorso nuove diagnosi sono 499 (69 in provincia di Macerata, 119 in provincia di Ancona, 174 in provincia di Pesaro-Urbino, 37 in provincia di Fermo, 69 in provincia di Ascoli Piceno e 31 fuori regione). Questi casi comprendono soggetti sintomatici (51 casi rilevati), contatti in setting domestico (99 casi rilevati), contatti stretti di casi positivi (163 casi rilevati), contatti in setting lavorativo (22 casi rilevati), contatti in ambienti di vita/socialità (14 casi rilevati), contatti in setting assistenziale (7 casi rilevati), contatti con coinvolgimento di studenti di ogni grado di formazione (11 casi rilevati), screening percorso sanitario (4 casi rilevati). Per altri 128 casi si stanno ancora effettuando le indagini epidemiologiche. Nel Percorso Screening Antigenico sono stati effettuati 1782 test e sono stati riscontrati 84 casi positivi (da sottoporre al tampone molecolare). Il rapporto positivi/testati è pari al 5%.
Il tasso di positività si dimezza rispetto a ieri attestandosi al 14% (ieri era al 29%).
Intanto sul proprio profilo il governatore delle Marche Acquaroli argomenta… “Ieri mattina ho partecipato alla Conferenza Stato-Regioni che ha introdotto la discussione sul nuovo Dpcm che entrerà in vigore dal 15 gennaio. Ho chiesto anche questa volta che ci siano regole più chiare, condivise e comprensibili dalla popolazione circa i comportamenti da tenere rispetto alla suddivisione in fasce di colore delle regioni. Ho chiesto misure più tempestive e una maggiore certezza sui 21 parametri del calcolo dell’indice dell’Rt soprattutto se si andrà verso il restringimento della soglia, per cui con Rt a 1 si diventa “arancione” ed Rt a 1,25 si diventa “zona rossa”. Ho posto di nuovo il tema dell’urgenza dei ristori economici per le tante attività che rischiano non solo la riapertura nel breve termine ma anche la sopravvivenza. Raccogliendo tanti dei messaggi che ricevo, ho voluto portare all’attenzione la situazione di tante persone che da mesi non vedono i propri genitori e i propri cari e che chiedono semplicemente di poter rivedere gli affetti più stretti”.






















