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“Quella del programma Edifici Intelligenti – precisa l’architetto pugliese ma residente a Pesaro Tiziana Giacoma Gallo – è una mia idea nata qualche anno fa per dare una risposta innovativa e credibile ai costruttori ed a tutte le amministrazioni comunali, per avvalersi dei fondi europei poco utilizzati per mancanza di informazione e alle difficoltà nel partecipare ai bandi. Questi progetti di riqualificazione urbana saranno maggiormente attuali con l’arrivo dei recovery fund per la ripartenza del dopo Covid”.

Di cosa si tratta ? “Sono azioni rivolte alla riconversione energetica degli edifici pubblici e privati con un’ottica eco-sostenibile degli spazi, della mobilità sostenibile in alternativa all’automobile, dell’illuminazione e con tutto ciò che riguarda la riqualificazione idrogeologica ed ambientale”. Su quali basi sostiene tutto questo? “Sulla mia preparazione accademica, professionale in urbanistica e progettista in eco–sostenibilità, ho un master in progettazione del paesaggio e soprattutto sulla profonda conoscenza dei meccanismi legati ai fondi europei e l’agenda UE 2030. Sono libero professionista con alle spalle diversi lavori in tutta Italia. Tutti i miei progetti eseguiti hanno avuto riconoscimenti dai vari enti preposti, ed individuati come best practice. La mia esperienza più recente ed assolutamente positiva è stata la variante in cia Canellina per il per il Comune di Gradara, pubblicata come best practice fra gli interventi del green city network dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile. In passato ad esempio quando ho coordinato il programma Edifici Intelligenti che è stato sostenuto da Cna Costruzioni Fano ed Erap Marche ed è stato approvato dal Comune di Fano e gestito da Aset spa, il lavoro ha ricevuto una menzione speciale all’Italian Resilience Aword nel 2016, nominata fra le best practice ad Ecomondo 2018 nel Report Ecosistema Urbano e premiata da Legambiente”.

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Perché chiamarli Edifici Intelligenti? “Potremmo chiamarli anche Edifici Amici, perché una volta riqualificati dal punto di vista energetico riescono ad abbattere i consumi di energia fossile, che è la maggior causa di innalzamento della CO2  e delle polvere sottili, le quali sono  maggior motivo di inquinamento. Avremmo così reso più vivibile la vita in generale e soprattutto nelle città, ma anche contributo alla riduzione dei cambiamenti climatici. Inoltre attuando le metodologie messe in campo dal programma Edifici Intelligenti si riesce anche a rilanciare il settore edilizio dal punto di vista occupazionale con l’aumento di competenze dal punto di vista professionale delle imprese e dell’intero indotto”. Quali sono le fasi di attuazione del programma Edifici Intelligenti? “Vi si arriva in tre fasi. Nella prima va costruita una cabina di regia dove vi siano competenze tecniche, energetiche ed in materia di finanziamenti europei. Nella seconda vi è la creazione del piano strategico di intervento con le sue priorità ed infine la terza fase è rivolta alla redazione dei bandi al pubblico, al privato ed alle imprese“. Però sia il pubblico che il privato oggi non sono ancora preparati? “Per questo ci sono professionisti che possono supportare gli uni e gli altri. E’ importante creare sinergie fra pubblico e privato per poter accedere e recepire i fondi. Bisogna entrare nell’ottica che si può attingere alla finanza europea per rispondere ai bisogni di ogni amministrazione pubblica  o dei privati, in base al proprio assetto ed alle proprie condizioni economiche e finalizzata agli obiettivi che ognuno si pone”.

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