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Nuovo drammatico appello di Cgil: «Il contagio è entrato nelle fabbriche della nostra provincia, fermiamoci prima che sia troppo tardi». Le organizzazioni per i lavoratori della chimica, del tessile, dell’energia e delle manifatture (Filctem), della metalmeccanica (Fiom) e della comunicazione (Slc) «tornano a chiedere con forza di fermare tutte le attività che non siano essenziali». Ecco dunque il testo della nota sottoscritta dalle tre categorie dell’industria. «Stiamo assistendo oramai da giorni a un inasprimento delle misure di sicurezza, con l’indicazione di uscire di casa per le sole necessità non differibili. Manca solo una misura: chiudere le aziende che non producono beni essenziali. Sono molti i luoghi di lavoro in cui si stanno verificando contagi, semplicemente perché le misure messe in campo o sono insufficienti o addirittura nulle. Le istituzioni ci hanno promesso e assicurato controlli a tappeto, ma nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di controlli effettuati telefonicamente o addirittura su auto-dichiarazioni da parte delle aziende. Le misure fin qui adottate e le intese firmate non hanno ancora dato alcun risultato, le persone continuano ad ammalarsi, il virus continua a dilagare e le nostre rappresentanze nelle aziende, siano Rsu piuttosto che Rls, stanno affrontando una vera e propria battaglia quotidiana in prima linea, mettendo a rischio anche la propria salute, senza riuscire a mettere in campo una vera e propria azione di contenimento della diffusione del virus a tutela di chi lavora. Le imprese stanno sbagliando comportamento: dopo l’ultimo decreto legge che introduce ammortizzatori sociali ad hoc per l’emergenza Covid-19, spingono forzosamente a un utilizzo eccessivo della ferie (ben oltre quelle maturate) dei dipendenti. Si assiste a una massiccia richiesta di domande di apertura di Cigo, che solo in pochissimi casi ha il fine della chiusura temporanea, quindi l’obiettivo di tutelare la salute delle persone che lavorano: così non va bene. Così non va. È necessario un repentino cambio di passo: le categorie dell’industria di Pesaro e Urbino, Fiom, Filctem e Slc, tornano a chiedere con forza di fermare tutte le attività che non siano essenziali. Questa è l’unica strada per tutelare le persone e fermare il diffondersi del Covid-19, che sta dilagando nel Paese e nei posti di lavoro».

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