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Mercoledì 24 novembre alle 10,30 nell’Aula Magna del Rettorato in Via Saffi, 2 Urbino verrà firmato il rinnovo del protocollo d’intesa siglata nel luglio 2015 tra Provveditorato dell’Amministrazione Penitenziaria di Emilia-Romagna e Marche, Università degli Studi di Urbino Carlo Bo e Garante Regionale Dei Diritti Della Persona che ha istituito il Polo Universitario Penitenziario Regionale: la conferma  del valore  dell’iniziativa ma anche il rilancio e la promozione delle attività  didattiche e della loro valenza sociale. “In questi anni il lavoro di coordinamento tra i tre partner del Polo ha permesso di tutelare e promuovere il diritto allo studio dei detenuti della CR di Fossombrone ma anche di detenuti di altre carceri, soprattutto delle Marche – afferma la prof Daniela Pajardi, Coordinatore del Polo Universitario Penitenziario Regionale – e di altre parti d’Italia, interessati alla proposta formativa dell’Ateneo di Urbino e che sono stati trasferiti a Fossombrone per iscriversi”.

Il Polo si inserisce in una complessa realtà nazionale, quella dei Poli Universitari Penitenziari, che è stata riconosciuta dalla Conferenza dei Rettori delle Università Italiana (CRUI) con l’attivazione di una Conferenza, la CNUPP, che monitora e coordina le attività dei Poli sul piano della didattica, della ricerca e della Terza Missione. Il Polo dell’Università di Urbino si colloca in questa realtà nazionale e il Presidente della CNUPP interverrà in questa giornata. Al Polo sono attualmente iscritti 19 studenti a 10 diversi corsi di laurea. In questi anni, 4 detenuti si sono laureati e molti sono alla fine del loro percorso. Nel corso dell’incontro verranno presentati sia i dati sull’attività svolta da studenti, docenti e struttura organizzativa, ma anche il significato che questa  iniziativa  ha per gli studenti detenuti nel percorso personale e trattamentale, ma anche per i docenti, coinvolti non solo negli esami ma anche in seminari e lezioni svolti direttamente in carcere, e gli studenti, che quantomeno prima della pandemia, hanno potuto fare diversi incontri di discussione e  confronto, chiamati “Studenti dentro – studenti fuori” e partecipare la laboratori congiunti.

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