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DALL’ULTIMO NUMERO DI NON SOLO FLAMINIA

Si sa che la caparbietà e la tenacia sono caratteristiche dei marchigiani, caratteristiche che diventano fondamentali per “sopravvivere” nelle aree interne della regione, tanto belle, quanto fragili e oramai spogliate di quasi tutti i servizi essenziali. Queste sono le doti che ci consentono – ormai disillusi dalle tante promesse non mantenute, ma mai arrendevoli – di creare sinergie forti ed efficaci per l’attivazione e il ripristino di servizi, che dovrebbero essere un sacrosanto diritto di tutte e tutti, ma che, dati alla mano, sono in realtà ormai un privilegio di pochi, correlato al luogo di residenza.

Un diritto

In questo contesto si inserisce l’esperienza del Punto o Hub vaccinale dell’Unione montana del Catria e Nerone, fortemente voluto e difeso non quale privilegio, ma come diritto alla salute e alla prossimità dei servizi dedicati alla sua tutela e per la massima parte supportato da una rete di volontariato esemplare. Come più volte rappresentato alla Regione sin dall’inizio della campagna vaccinale, fase in cui essa interessava gli over 80, il “viaggio” verso gli Hub di Urbino, Fano o Pesaro, a cui tali categorie sono state costrette, era spesso insostenibile e per molti addirittura infattibile; ma anche in questa fase abbiamo stretto i denti e ci siamo organizzati  – con i medici di base per le persone impossibilitate a muoversi e con mezzi e costi a carico dei singoli ovvero a carico dei Comuni, laddove la rete parentale non c’era, spesso appoggiandoci anche in questo caso al volontariato. Seppure con grande fatica e disagio proprio a carico delle persone più fragili, siamo riusciti a garantire un’ampia copertura vaccinale. Vale la pena ricordare, anche se dovrebbe essere superfluo, che il nostro territorio ha una superficie di 532 kmq – in prevalenza montana e collinare e mal collegata con i centri urbani in cui è possibile accedere ai principali servizi essenziali – una popolazione complessiva di 18.467 unità (dato ISTAT, 1° gennaio 2021), con una densità di 35 ab/kmq e una percentuale di over 65 pari al 28,74%, con punte per singolo comune che superano il 35%.

I numeri

In una situazione di questo tipo,  abbiamo imparato a “rimboccarci le maniche” e l’Hub è proprio il frutto migliore di questa nostra capacità: da giugno 2021 ad oggi nel punto vaccinale del Catria e Nerone sono state somministrate circa 4.250 dosi di vaccino e attualmente  – con solo 3 ore di apertura settimanale –  l’Hub è in grado di somministrare per ogni seduta oltre 200 dosi di vaccino anti-Covid, il che consente di ampliare la platea di vaccinati (ad ogni apertura registriamo circa un 5% di prime dosi, dato che probabilmente è destinato ad aumentare considerati i recenti provvedimenti governativi sul Super Green Pass) e consente di procedere a spron battuto con le terzi dosi, evitando, infine, di congestionare gli Hub “ufficiali”.

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Dietro le quinte

Tutto questo però non sarebbe possibile se non ci fosse l’impegno economico dell’Unione montana e di alcuni sponsor locali, quello dei medici di base, ma soprattutto quello di una compagine di tenaci e instancabili volontari – associazioni quali la CRI, i gruppi comunali di protezione civile, l’Auser, i singoli cittadini e il personale infermieristico. Persone che dedicano il bene più prezioso di cui ciascuno di noi dispone, vale a dire il tempo, agli altri e a questa indispensabile missione per la lotta contro il Covid 19. Persone a cui va e andrà sempre la nostra gratitudine e che sono motivo di grande orgoglio per gli amministratori di questa area interna. Ma, se da un lato, questa disponibilità e questa dedizione alla causa ci inorgogliscono, dall’altro ci rattrista pensare che qui è necessario attivare forme di autogestione anche per garantire diritti fondamentali; un’autogestione, a cui per altro non potremmo di certo ricorrere per supplire all’assenza di servizi sanitari diversi, vedi, ad esempio, un Pronto soccorso o Punto di primo intervento o una struttura comunque denominata che serva a prestare un primo soccorso, appunto, alle persone che praticano una resistenza quotidiana rimanendo in queste aree disagiate, bellissime, ma marginali.

L’invito alla Regione

Tuttavia la “marginalità” da intendersi come distanza dai servizi essenziali è un concetto che, se ci fosse una reale volontà politica, si potrebbe superare e noi ribadiamo alla Regione la disponibilità al dialogo e al confronto, per individuare insieme le soluzioni praticabili. Ne approfittiamo per rinnovare anche l’invito alla giunta regionale a venire nel nostro territorio, magari proprio a vedere la “perfetta macchina” dell’Hub vaccinale e nell’occasione valutare la possibilità di mettere a disposizione da parte di Asur ulteriore personale medico, infermieristico e amministrativo così da poter assicurare, in questa nuova fase critica della pandemia, più sedute vaccinali.

dall'Unione montana del Catria e Neorne

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