Riceviamo e pubblichiamo la lettera scritta da due commercianti dell’entroterra pesarese che evidenziano i danni economici
È vero, la salute prima di tutto, ma la nostra salute, economica, fisica e psicologica, dipende dalla circostanza di poter riaprire appena possibile le nostre attività ed avere la possibilità di lavorare con adeguata liquidità e tranquillità legale. Il ricavo di un’attività in taluni casi è l’unica entrata per una famiglia. Questa chiusura prolungata che si protrae potrebbe portare al fallimento. Purtroppo le micro e piccole imprese si trovano oggi a dover sostenere un sovraccarico economico ed una conseguente gravissima mancanza di liquidità a causa della pandemia. Forse chi è che muove i bottoni, non si rende conto di questo. Se non si prendono provvedimenti sarà un bagno di sangue. Quindi riapriamo in sicurezza, ma riapriamo, altrimenti all’emergenza sanitaria seguirà un disastro senza precedenti. Crediamo che per lungo tempo si avranno contagi e pertanto pensiamo che sarà necessaria una convivenza. Scusateci per lo sfogo, non ce la facciamo più, ma questa è la realtà. Non vorremmo vivere… la fame con tutto il rispetto e il cordoglio per le vittime che continuano a esserci.
due commercianti: "Grazie per l'eventuale pubblicazione"





















