Zuffa con i carabinieri di Fano: denunciato oggi un ventenne di origini africane, che è sospettato di avere rotto finestrini, parabrezza e lunotti di cinque automobili in sosta. A suo carico, quindi, anche un’ulteriore segnalazione all’autorità giudiziaria per resistenza e violenza a pubblico ufficiale: tre militi sono rimasti feriti in modo lieve. Nei confronti del giovane è stato inoltre disposto ed eseguito il ricovero coatto nel reparto di psichiatria dell’ospedale Santa Croce a Fano. Il ventenne, che risulta come immigrato irregolare, è nato in Mali. Le pattuglie del nucleo radiomobile erano sulle sue tracce, dopo avere ricevuto informazioni piuttosto dettagliate dai testimoni dei danneggiamenti nei pressi dell’incrocio Fornace-Trave, nell’omonimo quartiere di Fano. Lì, intorno alle 5.45 di stamane, sono stati rotti a mazzate un distributore automatico di sigarette e tutti i vetri di cinque vetture in sosta. La ricerca si è conclusa in un casolare abbandonato a Belgatto, dove il giovane senza tetto viveva da qualche tempo in condizioni igienico-sanitarie definite precarie. Una volta avvistato il ventenne, i carabinieri lo hanno avvicinato per i controlli, incontrando però una reazione ostile: il giovane avrebbe scagliato contro di loro una filettatrice pesante circa un chilo e si sarebbe avventato brandendo una grossa chiave inglese di tre chili. La zuffa è stata impegnativa, ma alla fine i carabinieri sono riusciti a prevalere. Richiesto l’intervento del 118, l’ambulanza ha poi trasportato il ventenne maliano all’ospedale fanese per il trattamento sanitario obbligatorio. Guidati dal comandante della compagnia locale, il capitano Maximiliano Papale, i militi in servizio a Fano stavano indagando fin dalla prima mattinata sull’episodio dei danneggiamenti. I testimoni, svegliati dal forte rumore delle mazzate e dei vetri infranti, avevano descritto l’autore del gesto come un giovane di colore, che indossava un indumento rosso e che aveva in testa un berretto grigio. Alcuni residenti l’avevano rampognato, affacciandosi alle finestre, e lui si era allontanato a piedi, diretto verso la frazione di Fenile. «A giudicare dal suo sguardo appariva del tutto fuori di sé», si diceva sul posto qualche ora più tardi. Insomma un eccesso distruttivo: nulla è stato prelevato dalle automobili danneggiate o dal distributore automatico rotto. I carabinieri ritengono che la chiave inglese impugnata nella zuffa dal giovane sia la stessa usata per sfondare i finestrini e che il maglione rosso sia lo stesso indumento descritto dai testimoni.






















