Minacce al sindaco di Pesaro, Matteo Ricci: il suo collega fanese Massimo Seri è stato fra i primi a esprimergli solidarietà. Censurato il «vile atto intimidatorio», che lo stesso Ricci ha reso pubblico postando oggi sulle reti sociali il contenuto della lettera minatoria, su cui è stato scritto: «Sappiamo dove abiti». La più classica delle lettere anonime, la frase di tre parole è infatti composta di lettere ritagliate dai titoli dei quotidiani e incollate sul foglio bianco. Per rendere ancora più credibili le minacce, la busta conteneva anche la foto di due caricatori e quattro proiettili da pistola. L’episodio è stato denunciato alle forze dell’ordine.
«Tutta la mia solidarietà a Matteo Ricci – ha scritto il sindaco Seri – Dedicarsi con impegno alla comunità a volte presenta dei risvolti inimmaginabili. Condanno fermamente questo gesto minatorio e ripongo massima fiducia nelle forze dell’ordine, che troveranno gli autori di un atto così vile e criminale. Forza Matteo!». Il sindaco di Pesaro considera la lettera di minacce come «un segnale del pericoloso clima di odio politico che questa fase sta generando». Dopo avere manifestato nel messaggio sui social la sua iniziale sorpresa («Non so se ridere o preoccuparmi, anche perché l’odio cammina spesso insieme alla stupidità»), Ricci ha aggiunto che non si farà «certo intimidire da codardi che minacciano, tanto meno da quelli che utilizzano modalità hollywoodiane». Gli autori del messaggio minatorio sono definiti «malviventi di bassa lega, che vivono di invidia e rancore e che passano il tempo a cercare di spaventare le famiglie, fregandosene dei figli». La conclusione è un sonoro: «Vergognatevi». Continue e da tutta Italia le attestazioni di solidarietà rivolte all’amministratore pesarese.
Il sindaco pesarese Matteo Ricci e, sotto, il suo collega fanese Massimo Seri






















