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Nuovi eroi per il 25 Aprile. «Sono tutti coloro che, nonostante l’emergenza sanitaria mondiale, non si sono mai tirati indietro, anche quando diventava pericoloso per la salute», ha detto stamane il sindaco di Fano, Massimo Seri, intervenendo alla cerimonia ufficiale senza pubblico nel cortile della residenza municipale. Al suo fianco la bandiera dell’Anpi e il gonfalone del Comune. Clima di estrema sobrietà, presente solo una decina di persone. Seri ha pronunciato un discorso che si richiamava sia ai valori della Resistenza sia al ritrovarsi oggi «a dover combattere su un altro fronte, in una trincea invisibile». Ogni epoca ha figure da ammirare, uomini e donne che nei momenti tragici si spendono per gli altri mettendo a rischio la propria vita. Alla categoria dei nuovi eroi sono dunque iscritti coloro che non si sono tirati indietro davanti al virus Covid-19, compresi «tutti quei volontari che, anche adesso, si sono messi a disposizione del prossimo con profondo senso di abnegazione». L’appello rivolto ai fanesi per questo 25 Aprile è dunque di «ricordare gli eroi del passato come quelli del presente». «Sono consapevole – ha aggiunto il sindaco – che per tutti noi il momento è di estrema sofferenza e fatica, sotto ogni aspetto umano, ma non possiamo e non dobbiamo arrenderci. Anche noi siamo chiamati a combattere e dobbiamo farlo ripensando a coloro che quasi un secolo fa sono morti per difendere valori imprescindibili, tali da renderci donne e uomini migliori». Ulteriore invito, la difesa convinta delle libertà conquistate. Uno dei giovanissimi partigiani che morirono per conquistarle fu il fanese Giannetto Dini, che pagò con la vita, a 17 anni, la sua adesione alla Resistenza. Sotto la sua lapide, all’ingresso del Municipio, è stata deposta una corona d’alloro al termine della cerimonia, scandita dal silenzio d’ordinanza, dall’Inno di Mameli e da Bella Ciao, eseguite alla tromba dal maestro Giorgio Caselli. La figura di Dini è stata ricordata dall’assessore Samuele Mascarin, che nel suo discorso ha provato a gettare «uno sguardo nel futuro». Sempre attuale, a suo giudizio, il «bisogno degli ideali di libertà e giustizia che ispirarono una straordinaria stagione di riscatto». Dopo l’assessore ha preso la parola il fanese Paolo Pagnoni, il presidente provinciale dell’associazione partigiani Anpi. In giornata la Lega ha diffuso una nota critica sull’organizzazione della cerimonia.

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