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“Plaudiamo alla volontà del presidente della Provincia di Pesaro e Urbino Giuseppe Paolini di aver condiviso la necessità di individuare un coordinamento unico per recepire ed avanzare le istanze e le necessità dei comuni alluvionati del comprensorio del Catria nei confronti della struttura regionale commissariale, accelerando quindi i passaggi e confidando in una rapida messa a terra delle risorse”. A parlare è il sindaco di Cantiano Alessandro Piccini presente nella giornata di ieri all’incontro nella sala della giunta provinciale. Trattasi del primo vertice con i sindaci, il vice commissario ingegner Stefano Babini e il gestore dei servizi idrici, gas metano e rifiuti, Marche Multiservizi Spa, per un iniziale punto sulle urgenze legate allo smaltimento di migliaia di metri cubi di materiale inerte, ramaglie, fanghi ancora presenti sui territori, così come l’urgenza di intervenire, da subito, sul ripristino di alcuni tratti di rete fognaria e funzionalità della depurazione. “Il coordinamento verrà individuato nella struttura tecnico-amministrativa della Provincia di Pesaro Urbino”, ha aggiunto il primo cittadino che nell’occasione ha proseguito… “Come amministrazione comunale continueremo a chiedere risposte rapide a problemi reali e concreti (ripristino infrastrutture quali strade, reti, ponti così come la messa in sicurezza dei fiumi) oltre a pretendere adeguati ristori a tutto il nostro tessuto socio-economico. Continueremo inoltre ad attenzionare e monitorare alcune importanti aperture e rassicurazioni che il presidente della Regione Marche, nonché commissario delegato all’emergenza alluvionale Francesco Acquaroli, ha pubblicamente annunciato nel corso dell’assemblea pubblica dello scorso 15 gennaio a Cantiano: la rapidità della ‘messa a terra’ degli importanti stanziamenti governativi per poter liquidare quanto prima tutte quelle ditte che hanno operato in somma urgenza, così come i primi ristori per privati (massimo 5.000 euro) e attività d’impresa (massimo 20.000 euro) oltre ad alcuni interventi prioritari di ripristino infrastrutturale; l’impegno di proporre alla Protezione Civile Nazionale il criterio di ripartizione degli stanziamenti governativi già approvati secondo l’effettiva entità dei danni subiti dai territori, impegno che tutelerebbe un piccolo comune come il nostro con un’ingente quantificazione dei danni a discapito di comuni ben più popolosi in cui però l’evento calamitoso ha creato molta meno devastazione; la disponibilità a supportare e/o affiancare la struttura tecnico/amministrativa comunale con personale aggiuntivo (attraverso anche l’istituzione di un apposito Ufficio ricostruzione da parte della Regione Marche) che possa alleggerire l’ormai insostenibile carico di lavoro legato all’emergenza alluvionale che di fatto porta a trascurare qualsiasi altra attività ordinaria”.

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