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Il primo di aprile le associazioni Argonauta, Italia Nostra Pesaro, WWF Marche e La Lupus in Fabula hanno inoltrato al comune di Fano un corposo documento di osservazioni allo Studio di fattibilità per la riqualificazione del Waterfront Fano Sud. Tale studio redatto dalla società 3TI Progetti Italia Ingegneria Integrata Spa interviene su 8 aree ancora non edificate, definite “vuoti con potenzialità urbana”, presenti tra le frazioni di Metaurilia e Pontesasso. Questa definizione già indica l’impostazione mentale che porta lo studio a fare delle scelte edificatorie nelle uniche aree libere da cemento e asfalto sul litorale fanese. Un tratto di costa che il P.R.G. classifica come “litorale marino a basso livello di compromissione” e il GIZC delle Marche (Piano di Gestione Integrata delle Zone Costiere) come “aree potenzialmente dunali in zone scarsamente antropizzate”. Ora, se lo studio approvato dal Comune fosse realizzato buona parte di queste superfici sarebbero impermeabilizzate e gli ultimi residui di dune costiere verrebbero coperti dal cemento. Altro problema è il disturbo che nuove attività antropiche arrecherebbero al Fratino, specie che nidifica in misura consistente in altri tratti della spiaggia di Torrette ed è inserito dall’Unione Europea tra le specie da tutelare nella “Direttiva Uccelli” – 79/409/CEE, Allegato I (Specie per le quali sono previste misure speciali di conservazione per quanto riguarda l’habitat, per garantirne la sopravvivenza e la riproduzione) ed è presente nella Lista Rossa nazionale come specie in pericolo di estinzione. Quindi le associazioni ambientaliste hanno avanzato varie proposte per ridurre la trasformazione ed il degrado delle aree dunali e potenzialmente dunali e per destinare ad una fruibilità ambientalmente più sostenibile le aree su cui si concentra lo studio. L’unica buona notizia che emerge dallo studio è lo spostamento del percorso della Ciclovia Adriatica dalla linea di costa su Via Cappellini e a monte della ferrovia adriatica. Le associazioni pertanto chiedono un confronto urgente con l’amministrazione comunale e con la società che ha realizzato lo studio per analizzare nel dettaglio le proposte e giungere ad un progetto partecipato e condiviso, in linea con le norme regionali ed europee a tutela degli ambienti naturali.

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Associazioni Argonauta e La Lupus in Fabula 

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