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URBANIA Più che desalinizzare l’acqua del mare è importante la rete laghi, che a sua volta nulla ha che vedere con nuovi bacini artificiali. «Per risolvere il problema idrico dobbiamo lavorare sulle grandi vie di acqua dolce che si chiamano fiumi – commenta l’ingegner Federico Baldetti – che vanno lasciati al loro corso sinuoso. In presenza di bombe d’acqua improvvise, dobbiamo allargare il corso dei fiumi costruendo bacini di espansione sulle pianure fluviali. Queste opere rallentano la piena. Dobbiamo eliminare, dove possibile, tutti gli argini artificiali e spesso costruiti solo per portare via sabbia per motivi economici. In tal modo il fiume ritornerà nel tempo al suo corso originario e si potrà espandere come meglio crede». La prospettiva allettante: «Se riuscissimo a prelevare acqua ed accumularla durane le piene in modo veloce saremmo ancora più protetti dai disastri ed avremmo ottenuto un’ottima ed enorme riserva di acqua per i sempre più lunghi periodi siccitosi». Un dato rilevante: «Nella solo provincia di Pesaro piovono mediamente due miliardi di metri cubi di acqua all’anno. Se ne prelevassimo nella rete laghi solo il 2% sarebbero 40 milioni di metri cubi. Avremmo, con un solo riempimento, acqua a sufficienza per tutti gli usi». Sottolinea Baldetti: «Con la rete laghi potremmo smettere per sempre di usare pozzi profondi e meno profondi. Succhiare dai pozzi abbassa la falda dei fiumi e li secca ancora di più. Molti pozzi favoriscono la risalita dell’acqua salata del mare verso l’interno. Dovremo smettere anche il prelievo di tutte le sorgenti. Così ridaremmo tanta acqua buona ai fiumi». Da precisare che «la rete laghi rispetta i fiumi, non ha nulla a che vedere con le dighe che si riempiono di melma spesso inquinante». In conclusione: «La rete laghi è formata da tanti piccoli bacini impermeabili comunicanti tra loro con acqua attiva, che si muove fra un lago e l’altro per garantire la bontà dell’acqua. Per riempire i laghi della rete ci vuole energia. Occorre una grande potenza per pompare rapidamente acqua dai fiumi in piena e portarla sui laghi esterni. Ma le pompe lavorerebbero per pochi giorni all’anno perché al resto provvederebbero le piene».

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